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Il candidato del centrodestra: "La squadra? Ho già in mente i nomi"
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La sicurezza e il lavoro al centro del programma. Ma anche misure mirate per i singoli quartieri, con un decentramento di competenze che includa anche personale delle partecipate sul territorio. A un mese e mezzo dalla discesa in campo, Marco Bucci fa il punto sulla campagna elettorale e ribadisce i punti salienti della sua ricetta per Genova.

Ormai da 45 giorni è in campo. Cosa l’ha sorpresa di più di Genova e dei genovesi?
Ho incontrato moltissimi genovesi da tutte le parti di Genova. Ciò che mi ha sorpreso di più è la voglia di cambiare. Non me l’aspettavo così grande. Tutti vogliono più sicurezza, hanno paura delle rapine. Tutti vogliono più posti di lavoro, che sono i due argomenti chiave del nostro programma.

Iniziamo dal lavoro. Lei è partito dicendo che si possono creare 30 mila posti di lavoro, ma in che modo?
Noi abbiamo identificato tre filiere fondamentali: porto e logistica, turismo e alta tecnologia. Sono in grado di portare investimenti nel nostro Comune: se facciamo un adeguato marketing territoriale, ed è compito dell’amministrazione, noi siamo in grado di convincere le aziende a venire a Genova, come abbiamo fatto in passato. Creando posti di lavoro in questi settori favoriamo anche il commercio, soprattutto il commercio di strada che è fondamentale nel nostro vivere in città.

Ma non c’è il rischio che nel frattempo ciò che rimane dell’industria storica genovese porti altri cali di occupazione?
Appena insediati assumeremo una serie di provvedimenti con agevolazioni sulle tasse locali, come Tasi e Tari, per facilitare le aziende a rimanere o a venire qui.

C’è una situazione particolare che la preoccupa?
Pochi giorni fa un’azienda ha detto che sarebbe andata via. Fossi stato io il sindaco, sarei andato immediatamente a cercare di farli rimanere. Non possiamo perdere aziende nel nostro territorio.

Legato alla sicurezza è il tema dei migranti. Come si deve gestire la richiesta che arriverà da Roma di nuova accoglienza?
Il tema della sicurezza è più complicato del tema migranti. Per la sicurezza noi abbiamo un piano operativo che abbiamo dichiarato un paio di settimane fa. Vogliamo fare in modo che sia possibile circolare a Genova a qualunque ora, giorno e notte, e in tutte le strade della città. Metteremo in piedi una collaborazione con le forze dell’ordine, faremo in modo che ci sia il vigile di quartiere e istituiremo centri nelle delegazioni per la polizia locale, daremo facilitazioni a tutti gli esercenti che metteranno le videocamere di sorveglianza. Migranti: tutti sapete che sono stato un migrante. Certo, avevo un posto di lavoro, è difficile fare un paragone. Ma io mi sono dovuto integrare nella società americana, ho dovuto giurare fedeltà alla Costituzione, ho dovuto giurare che avrei imparato la lingua. Questo ha fatto la storia degli Stati Uniti. Noi dobbiamo favorire il processo di integrazione. Far venire qui tantissime persone e non garantire loro nulla se non due anni a 35 euro al giorno di spesa è veramente ingiusto, soprattutto nei loro confronti.

Amiu: il Comune non è riuscito a portare a termine la fusione. Lei ha parlato di Amiu che deve rimanere pubblica, senza perdere posti di lavoro. Ma dove la trova la bacchetta magica?

Io non penso che esista. Penso ci sia la mancanza di una capacità manageriale. Amiu deve dare servizi ai cittadini ad alta qualità e basso costo. Fino ad ora ha creato un passivo vicino ai 180-185 milioni. Questo è un problema enorme che dovremo gestire 200 milioni, ma io penso che riusciremo a gestirlo. Portare la spazzatura fuori dalla Liguria è un problema grosso per i costi: noi punteremo molto sulla differenziata, sulle agevolazioni ai cittadini nel caso in cui voglia partecipare a tutte le operazioni di differenziazione. Questo dà valore alla spazzatura e ci permette di venderla, anziché pagare per farsela portar via.

Avete in mente qualcosa per le piccole manutenzioni, come strade e marciapiedi?

Dobbiamo decentrare il potere ai Municipi. Dobbiamo fare in modo che siano capaci di fare attività a livello locale. Dobbiamo dare loro budget e addirittura personale delegato dalle nostre partecipate. Io vedo benissimo il Municipio con personale Amiu e Aster che lavora insieme al team del Municipio per rispondere alle esigenze dei cittadini. L’altro giorno sono stato al Lagaccio in una strada dove avevano fatto il marciapiede di sinistra ma non quello di destra… Queste cose sono inaccettabili.

Come si è trovato ad aver rapporti con politici e liste?

È stato più facile del previsto. Sono contento di avere tante liste che mi sostengono. Io credo nella visione e nel progetto. Ma non voglio dimenticare che la nostra visione e il nostro progetto sono per tutti i 585 mila cittadini genovesi. Io vorrei che tutti si innamorassero del nostro progetto e così riusciremo a fare la città grande.

Ha già in mente la squadra che potrebbe accompagnarla?

Sì, ho in mente molti nomi. Sto parlando con molte persone. Avremo bisogno sia di persone navigate in Consiglio comunale sia di persone della società civile, competenti, che sanno come gestire le aziende, che possano riportare le partecipate in attivo.

Dica la verità, c’è qualcuno che fa pressione dai partiti…
Le dico la verità: mi aspettavo una pressione maggiore di quella che sto sentendo. Sono certo che la nostra visione sta facendo innamorare molti genovesi.