Non ci sono messaggi ai partiti frammentati della sinistra: "Ora spetta a loro decidere". Piuttosto all'elettorato che dal Pd è rimasto deluso. E tra le altre cose manifesta l'intenzione di voler essere autonomo nelle scelte di uomini e strategie, proprio dai partiti: "Un conto è il dialogo - dice - ma non mi farò imporre niente da nessuno".
Durante la presentazione della sua candidatura manda poi stilettate a Bucci (che definisce ripetutamente il "candidato di Salvini") mentre ignora i 5 Stelle. Del candidato di centro destra ricorda che ha vissuto negli Usa, mentre "io sono cresciuto in una casa di edilizia popolare". E gli domanda indirettamente cosa pensa delle politiche leghiste su Europa e immigrazione: "vorrei sapere cosa ne pensa da cattolico e boy-scout".
Poi sul programma elenca punti e strategie, puntando su un "nuovo patto per la città", su politiche del lavoro, andando a cercare più risorse. Quanto alla giunta Doria, rispondendo ai cronisti sostiene che ha vissuto in "uno dei momenti più complessi della storia di questo paese" per la frammentazione del sistema politico "Ma anche per molte difficoltà economiche. La tenuta - conclude - può consentire al prossimo sindaco, spero Gianni Crivello di rilanciare Genova".
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