Fanno discutere da mesi le ordinanze approvate dal Comune di Genova che impongono la chiusura dei locali del centro storico entro le ore l'una di notte nei giorni feriali e alle due nei giorni festivi. “Questo provvedimento sulla movida ci appare del tutto incomprensibile –dichiara il consigliere regionale di Rete a sinistra Gianni Pastorino -poiché sembra che il Comune si sia rassegnato a gettare la spugna, anche per quanto riguarda gli accertamenti e le ispezioni".Il consigliere regionale attacca il Comune, colpevole a suo dire, di non essere in grado di mettere in atto un efficace sistema di controllo preventivo nelle vie del centro: "per colpire alcuni si colpiscono tutti, invece bisogna fare le distinzioni tra chi lavora nella legalità e chi no". Questo provvedimento, rincara Pastorino, va a creare problemi economici alle agli esercenti, molti saranno costretti ad abbattere le spese per i dipendenti "in questo modo si perdono posti di lavoro solo perchè alcuni si credono più furbi degli altri".
Sul tema è intervenuta anche la consigliera comunale Marianna Pederzolli: “Questa città non riesce a uscire dall’idea della movida come un problema da arginare o controllare. Ma la vita notturna di una città è un indicatore di attrattività economica, sociale e culturale”. La Pederzolli mette in evidenza come in Europa si sono nel tempo sviluppate tante nuove figure, una di queste è il “sindaco della notte” una figura istituzionale che promuove l’economia e la qualità della vita nelle ore notturne e ribadisce come: “La vita notturna, se ben gestita, è un’occasione da cogliere, non un problema da liquidare”.
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