"Nessuno vuole chiudere le Riparazioni navali di Genova, tantomeno noi". Fulvio Silingardi, numero uno del comitato Porto aperto, precisa la posizione dopo il corteo di ieri e il consiglio regionale di fuoco, alla presenza dei lavoratori del settore. Ai sindacati, che hanno indetto lo sciopero, dice: "Non hanno capito la nostra posizione: noi abbiamo sollevato una discussione, vogliamo che ci sia una analisi seria della soluzioni possibili visto che una coesistenza tra queste attività altamente inquinanti e la città non può più esserci" spiega. Silingardi, spiazzato dal documento firmato in consiglio regionale da tutti eccetto i Cinque Stelle meno uno, che esclude una ricollocazione, prosegue: "Non spetta a noi trovare una soluzione, che può essere una ricollocazione a qualche chilometro di distanza: non è che si possa avere il lavoro sotto casa per forza, non abiteranno tutti nel centro storico... ci saranno anche lavoratori che vengono da Sestri o da Nervi, fare due o tre chilometri in più no credo che sia la morte di nessuno".
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