cronaca

Toti: "La toglieremo, urta il senso estetico"
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L'enorme manifesto pubblicitario comparso sul palazzo della Regione? È abusivo. A precisarlo è la Regione stessa in una nota: "Noi non lo abbiamo autorizzato". In effetti sono molti ad averlo notato, in una mattina di inizio settembre che per tanti genovesi segna il rientro alla normale vita lavorativa. 

Il grosso pannello ricopre oltre metà facciata del palazzo, di cui Unipol è proprietario, da qualche mese impacchettato per i lavori di ristrutturazione. La Regione si sta già attivando per toglierlo: "Rientiamo che urti il senso estetico di piazza De Ferrari e provvederemo nelle adeguate sedi per la sua immediata rimozione", commenta direttamente il presidente Giovanni Toti. 

E dire che l'ente di piazza De Ferrari non era contrario alla pubblicità in facciata, anzi. "Lo avevamo dimostrato a inizio estate con un articolato progetto, travagliato e poi bocciato, per valorizzare il cantiere del palazzo". Il riferimento è anche alla vecchia idea di trasformare il palazzo in un mega schermo, naufragata a inizio estate per le resistenze opposte dal Comune.

"Tuttavia riteniamo che questa scelta debba essere studiata e condivisa al fine di diventare un valore aggiunto per la piazza e non un elemento inestetico come invece risulta il manifesto in questione", conclude la nota della Regione. 



“La Regione Liguria non ha autorizzato il manifesto pubblicitario sulla facciata della sua sede centrale, di proprietà Unipol. Riteniamo che urti il senso estetico di piazza De Ferrari e provvederemo nelle adeguate sedi per la sua immediata rimozione”.

E’ il commento del governatore ligure, Giovanni Toti, alla pubblicità comparsa questa mattina sulle impalcature che coprono il palazzo regionale, di cui la società Unipol è proprietaria. “Non siamo contrari all’utilizzo della facciata per scopi commerciali –continua Toti- e lo avevamo dimostrato a inizio estate con un articolato progetto, travagliato e poi bocciato, per valorizzare il cantiere del palazzo. Tuttavia riteniamo che questa scelta debba essere studiata e condivisa al fine di diventare un valore aggiunto per la piazza e non un elemento inestetico come invece risulta il manifesto in questione”.