Ancora sversamenti nella zona di Borzoli. Il rio Ruscarolo, intorno a mezzagiorno, si è ricoperto di una leggera patina oleosa e a tratti schiumosa. Ancora incerta la natura e l'origine della sostanza. Sulle prime si pensava a idrocarburi (ad esempio gasolio), poi il primo rapporto della Polizia Municipale, intervenuta sul posto coi tecnici del reparto ambiente, ha escluso quest'ipotesi. L'allarme è rientrato, ma il monitoraggio continua. Non risultano segnalazioni di miasmi o particolari disagi per la popolazione.
Si tratta di una sostanza bluastra, forse un detergente, proveniente da un tubo di scarico adibito al drenaggio delle acque piovane nella zona di via Pillea. "Negli anni - spiegano gli operatori della Polizia Municipale - in quella zona si sono sovrapposti capannoni e attività di varia natura. Non sappiamo se alla rete preesistente si siano allacciati altri scarichi, più o meno leciti".
Lo sversamento è stato individuato nella parte finale di via Borzoli, a Sestri Ponente. Il Ruscarolo è un rio di modeste dimensioni che sbocca nel Chiaravagna a poche decine di metri dalla foce in mare. Episodi del genere non sono nuovi da queste parti: nell'estate 2015 si era verificato uno sversamento analogo, provocato dalla pulizia di una cisterna a monte, dove sono presenti numerosi impianti industriali.
Si tratta, comunque, dell'ennesimo episodio nella zona di Borzoli-Fegino, ancora segnata dal disastro ambientale dello scorso 17 marzo, quando un tubo dell'oleodotto Iplom è esploso inquinando i rii Pianego, Fegino e di conseguenza il Polcevera. Il greggio aveva raggiunto il mare, e la catastrofe era stata limitata grazie all'installazione di speciali panne assorbenti e con la mobilitazione della Capitaneria di porto. In questo caso non è coinvolta la Polcevera perché il rio Ruscarolo sfocia direttamente verso la costa.
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