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Il patron e le frasi sibilline in Toscana
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Si avvicina Fiorentina-Sampdoria e Massimo Ferrero ha interpretato al meglio il 1º di aprile, adombrando l'intenzione di poter succedere proprio ai Della Valle, proprietari del club viola da ormai tredici anni. Ai microfoni della Rai regionale toscana, di fronte a una domanda trabocchetto ormai di rito, il presidente della Sampdoria afferma infatti con il solito metodo sibillino: «Comprare la Fiorentina? Per comprare ci vuole sempre qualcuno che vuol vendere. Non credo che i Della Valle vogliano vendere. E’ il loro giocattolino preferito, finché non si rompe. Mai dire mai, diceva un proverbio».
Insomma, l'amore è eterno fin che dura. A Firenze il Viperetta è legato per via delle radici della sua Manuela, che presto lo renderà padre per la sesta volta; ma in passato, sempre nel suo stile serio/faceto, aveva espresso il desiderio di poter acquistare la Roma, squadra del cuore; mentre più concretamente si era interessato, prima e dopo l'inizio dell'avventura sampdoriana, sia alla Salernitana che al Lecce.

Si vedrà. Per ora Ferrero da Firenze si aspetta più che altro punti salvezza, visto che classifica e soprattutto calendario sono allarmanti. Inoltre all'orizzonte c'è un'altra vicenda tutt'altro che piacevole, anch'essa dai toni apparenti del pesce d'aprile: tra due lunedì a Milano Samuel Eto'o scoprirà le carte, nella preannunciata conferenza stampa sul contenzioso irrisolto con la Sampdoria. Il metodo prescelto dal Pallone d'Oro africano, cinque mesi con poca gloria in blucerchiato lo scorso anno, è certo irrituale, ma sembra difficile credere che un personaggio del prestigio dell'ex Barcellona e Inter, uno degli sportivi più popolari e prestigiosi al mondo, s'imbarchi in quello che sarebbe un bluff epocale, contro una società in cui è stato soltanto di passaggio. Se c'è del vero, ipotesi peraltro seccamente negata dal club, pare auspicabile che le parti trovino un'intesa nel tempo che resta, prima di un lavaggio di panni sporchi con risonanza internazionale. L'unica cosa certa, al momento, è che la Sampdoria avrebbe bisogno di tranquillità, condizione tutt'altro che agevolata dai contorni equivoci di vicende simili. Anzi.