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La presidente interviene sulle polemiche legate al nuovo statuto
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Continuano le polemiche sul nuovo statuto del Festival della Scienza. Sul tema, che ha infiammato anche i lavori di Palazzo Tursi, è intervenuta in queste ore la presidente Manuela Arata. In un'intervista al direttore di Primocanale Giuseppe Sciortino, Arata rivela: "A Roma mi dissero 'Cnr e Comune ti fanno fuori".


Il Comune di Genova ha modificato lo Statuto del Festival della Scienza. Questa scelta ha fatto molto discutere…


Era una modifica da fare necessariamente, c’erano privilegi di designazione che non avevano più semplice e con 15 soci la situazione era ingestibile. In più c’era l’idea di trasformare la struttura di Genova nella facility nazionale per la divulgazione scientifica. Purtroppo si è inserito un governo politico che ha stravolto le cose.

Doria ha parlato di uno Statuto vecchio che è stato rinnovato per volere di tutti i soci…

Intanto il sindaco fa riferimento al Cnr che è l’unico socio che ha dichiarato di essere autonomo e di non essere interessato ai servizi dell’associazione. Forse interpellare chi ha fatto il Festival della Scienza poteva essere utile. Questi uffici legali non sanno neanche cosa sia il Festival della Scienza. Lavoro nel mondo della scienza dal 1987. Tutto è venuto fuori pensando che sia una grande conferenza. Non è così. E’ un modello di riferimento per New York. Questo statuto toglie la testa al Festival della Scienza. Non esiste Festival al mondo che non abbia un direttore creativo. Viene istituita una figura di direttore generale che va in consiglio di ammnistrazione a proporre le cose. Il presidente è una figura inesistente.

Sulla carta può essere un nuovo percorso, crede che il Festival possa crescere senza l’apporto di Manuela Arata?

Assolutamente. Io avevo già previsto di lasciare nel 2017. Non è una questione mia è una questione di teste. In questo Statuto non c’è impegno dei soci a sostenere il Festival, ci sono tante belle poltrone da distribuire, il programma viene fatto da funzionari dei soci senza la libertà e l’indipendenza. Per me è un dramma. Sono stata tenuta fuori dalla discussione perché sono troppo indipendente.

Il mandante è più da ricercare nell’ambiente scientifico o politico?

C’è stata una convergenza terribile nel tentativo di normalizzare. In Italia quando qualcosa brilla tutti la vogliono normalizzare. Poi c’è una mentalità ottusa per cui volevano chiamarlo “Festival della Scienza di Genova”: così non lo vendiamo a nessuno sponsor. E’ stato micidiale il dialogo tra Comune e Cnr. Mi sono sentita raccontare a Roma ‘Chi ti vuol far fuori è Cnr e Comune’. Ho subito un mobbing terribile. Quando è andato via Maiani è stato terribile. A quel mobbing non mi sono ribellata per non fare male al Festival. Questo Festival ha bisogno di fantasia e onestà intellettuale: cose mancate in questi mesi.

Quali sono pro e i contro di questa riforma e quale sarà la prossima mossa?

I pro è uno: è un cda piccolo che si assumerà le sue responsabilità. I contro ve li ho detti tutti. Sono molto amareggiata. Il vostro titolo è stato ‘una stangata dal Comune”. Il Comune doveva dirmi grazie e augurarmi tanta salute.

Il suo ricordo più bello al Festival della Scienza?

Tutto. Il bene e il male. E’ stato un privilegio. Ho conosciuto persone meravigliose.