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Risultati speculari (2-0) verso il derby della Lanterna
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Le due sponde calcistiche di Genova guardano al derby di inizio gennaio con umori diversi. La Sampdoria batte il Palermo per 2-0 e torna al successo dopo 56 giorni dalla vittoria interna contro il Verona. Per la prima volta anche Montella può sorridere. Il Genoa, invece, prolunga la sua crisi all'Olimpico, dove Garcia porta a casa il 2-0 e mantiene la panchina della Roma.

LA PARTITA DEL FERRARIS

L’avvertimento di Montella a Muriel della vigilia ha la riprova sul campo: il colombiano parte dalla panchina. In difesa Moisander e Regini sono i centrali, Cassani va a sinistra. Cassano è di nuovo il “falso nueve”.

Subito Samp pericolosa sull’asse Carbonero-Cassano-Soriano ma il tiro del capitano tira alto che poi ciabatta un’altra conclusione. Di Trajkovski i primi squilli rosanero e il Palermo alza il baricentro tanto che, dopo al 20’, Gilardino reclama un rigore per un contatto con Cassani in area. Al 25’ ci prova Cassano (alto) e poi Fernando: attento Sorrentino. La Sampdoria sale di tono ma combina poco fino a che al 42’ Ivan manca la deviazione da pochi passi. Al 44’ miracolo di Sorrentino su punizione di Fernando. I progressi della Sampdoria, nel primo tempo, si confermano così come si conferma che, senza Eder, non ci sono sbocchi offensivi.

Subito un brivido in apertura di ripresa di nuovo per un contatto in area Gilardino-Cassani: qui qualche dubbio resta. All’8 la Sampdoria passa: break di Regini, Cassano sulla sinistra: palla in mezzo e Soriano batte Sorrentino. I blucerchiati si galvanizzano, come pensava Montella, il Palermo ha un momento di sbandamento, solo Vazquez su punizione ci prova senza fortuna. Il tecnico blucerchiato toglie Cassano, inserisce Muriel e il colombiano lo ripaga al 31’ con un lancio per Ivan che approfitta di una scellerata uscita di Sorrentino per infilare un millimetrico pallonetto all’incrocio dei pali.

Nel finale girandola di occasioni per Trajkovski, Muriel, De Silvestri e Lazaar ma il risultato non cambia.

Finalmente Montella vince la sua prima partita sulla panchina di una Sampdoria che comincia ad avere il suo marchio. Certo, di strada da fare ce n’è, ma dal punto di vista della voglia e della determinazione i segnali sono decisamente positivi. E il Natale sarà meno grigio di quanto si poteva temere.

LA PARTITA DELL’OLIMPICO

"Così non basta". Lo scriveva capitan Burdisso la settimana scorsa, ma il concetto è ancora valido. Una partita che, almeno nel primo tempo, gli uomini di Gasperini non meritavano di perdere. Non è stato il calcio champagne che ci si aspetterebbe dal mister rossoblù, ma un segnale di ripresa si intravvedeva.

Il modulo è un 4-5-1 con Gakpè punta centrale. A centrocampo giocano Tachtsidis, Ntcham e Rincon. Il Grifone macina soprattutto sulla sinistra, con una serie di scambi Laxalt-Capel che non vengono concretizzati. I giallorossi giocano duro: Nainggolan, Pjanic e Florenzi finiscono sul taccuino di Gervasoni. Il Genoa sembra reggere i colpi delle incursioni romaniste. Finché Florenzi, a qualche minuto dall'intervallo, si avventa su una palla svirgolata da Munoz e sigla il vantaggio.

La ripresa suggerisce a Gasperini di cambiare qualcosa. L'attacco non carbura, e allora dentro Lazovic per Capel, si passa alle due punte con Ntcham trequartista. L'inizio del secondo tempo offre una carrellata di palle gol: prima Salah galoppa dalla fascia all'area di rigore mancando la porta, poi Lazovic si inventa un tiro fenomenale che impatta sui guantoni di Szczesny. Quindi tocca a Gervinho, in posizione incredibilmente regolare, ceffare la deviazione su tiro-cross di Florenzi.

Il Gasp si gioca anche la carta Pandev (esce Ansaldi) e si torna al 3-4-3. Ma la manovrà rossoblù è impacciata, Pandev è un fantasma e Gakpè dà il peggio di sé. Laxalt si fa vedere in posizione centrale ma non ne azzecca una. Tachtsidis riceve un pestone da Nainggolan (non sanzionato) e lascia il posto a Cissokho. Al 29' Dzeko reclama per un rigore inesistente e incassa il rosso per proteste. La superiorità numerica non giova al Genoa. Il sigillo lo mette Sadiq, subentrato a Salah, lasciato solo da tutta la difesa.

La Roma pone un rammendo sulla crisi e lascia il Genoa ancora una volta a bocca asciutta. La sensazione è quella che, per ogni passetto avanti, la squadra ne faccia tre indietro. Ora concentrazione al massimo in vista del derby, una partita che potrebbe assumere valore anche in chiave salvezza.