Ci sono manuali della Guardia di Finanza, divise, sciabole e cappelli d'ordinanza, materiale fotografico, mostrine e tanti altri oggetti conservati con cura dai parenti di Tullio Santini, figlio di Ufficiale del Corpo di origine spezzina (a cui è intitolata la stessa caserma) e Attilio Demaldè, maggiore la cui famiglia viveva alla Spezia nei primi anni del secolo scorso.
Ringraziamo gli eredi per la cura e la conservazione dei cimeli - ha detto il comandante della Caserma Enrico Mion - mi soffermo sull'uniforme di servizio esposta nella teca, una foggia tipica dell'800, utilizzata nella quotidianità fino all'inizio del secolo scorso: magari non comodissima, ma molto molto elegante".
Il progetto "La Guardia di Finanza nei primi anni del '900" è stato realizzato con il contributo della Cassa di Risparmio della Spezia. "Ricordare persone che hanno sacrificato la vita, in questo momento, è più importante del solito - ha detto il presidente Matteo Melley - Il colonnello Santini e il maggiore Demaldè sono persone che per i nostri giovani rappresentano un esempio, non solo come memoria storica, ma anche pensando al futuro".
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