politica

Confermate le osservazioni espresse dal Comitato tecnico regionale
1 minuto e 44 secondi di lettura
La giunta della Regione Liguria ha approvato il Puc, Piano urbanistico comunale di Genova, che conferma però la validità delle osservazioni espresse dal Comitato tecnico regionale, organismo formato da professionisti e tecnici, che contengono prescrizioni che non consentono le realizzazioni in aree esondabili della città. Lo rende noto un comunicato della Regione.

"Una decisione legata alla sicurezza dei cittadini, non si può pensare che in quelle aree, in zone 'rosse' si possano realizzare, nella situazione attuale di rischio alluvione, opere edili. Genova ha già subito troppe alluvioni, anche con vittime, non possiamo correre altri rischi", afferma l'assessore all'Urbanistica Marco Scajola. Il puc potrebbe essere approvato dal Comune di Genova entro dicembre.

Le principali prescrizioni regionali riguardano la rimessa Amt in via Maddaloni alla Foce, destinata dal comune a sito residenziale, gli immobili di Multedo che non potranno essere abbattuti e ricostruiti per nuovi insediamenti fino a quando per quell'area non saranno avviate le procedure per messa in sicurezza. Identico discorso per l'area Esaote, in via Siffredi, dove secondo le normative non potrà essere costruita una struttura di grande distribuzione (2500 mq) mentre sarebbe possibile realizzarne una media struttura vendita, di 1500 metri quadrati, nonostante la zona esondabile.

Per quanto riguarda le Officine Amt Guglielmetti, la prescrizione regionale al Puc non permette la demolizione delle officine e la realizzazione di un nuovo immobile, possibile invece la ristrutturazione delle attuali grandi strutture di vendita. 

IL COMUNE SI OPPONE - "Le norme del Piano Casa della Regione Liguria differiscono sostanzialmente dal Piano urbanistico del Comune di Genova, soprattutto sul consumo del suolo: la Giunta Toti prevede la possibilità di trasferire a Nervi un edificio demolito a Cornigliano e il Puc lo vieta". Lo ha detto il vicesindaco di Genova Stefano Bernini a Palazzo Tursi in consiglio comunale. "La legge regionale così com'è prevede che la Conferenza dei servizi per consentire il trasferimento dei volumi sia fatta dalla Regione che avrebbe l'ultima parola su tutto, una limitazione fortissima al potere comunale di programmazione urbanistica", ha sottolineato Bernini.