“Scelte imposte dall’alto? Non ne vogliamo”. Isabella Sorgini va dritta al punto: il candidato sindaco di centrosinistra per il comune di Savona dovrà emergere da Savona. Dichiarazioni che aumentano la tensione del Pd ligure e la delusione locale nei confronti del commissario Ermini, che nel suo team non ha inserito savonesi. L’assessore ai servizi sociali della città della Torretta lo ha detto in assemblea e lo ribadisce a Primocanale: “Il partito dev’essere protagonista e riprendersi l’orgoglio di governare la città. Né Roma né Genova devono decidere d’impero sul candidato”. Anche il coordinamento provinciale deve restarne fuori? “Credo che con la Briano ci debba essere condivisione, anche sul tema dei nomi. Non dobbiamo aver paura di discutere delle persone”.
Poi, la stoccata a Ermini: “Mi spiace che non abbia scelto nessun savonese nel suo team”. Viola Boero, Sara Di Paolo, Massimiliano Morettini, Alberto Pandolfo, Giorgio Ravera e Federico Tanda: questi i giovani scelti per ricostruire il Pd dall’interno. “Spero sia stata una svista. Spero venga qui per capire che ci sono tanti profili nuovi che possono governare anche se non hanno trent’anni”.
Sui nomi, però, la Sorgini preferisce non azzardarsi oltre quello del vicesindaco Livio di Tullio, già in voga da tempo: “Una persona da considerare, con una lunga esperienza nell’amministrazione di questa città”, dice l’assessore. Che, poi, si stringe nelle spalle interrogata su una sua possibile candidatura: “Sì, sarebbe bello un sindaco donna. Ma Livio ha davvero a cuore la città”.
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