I migranti e i No borders che si trovavano ai Balzi Rossi hanno lasciato la scogliera volontariamente grazie alla mediazione del vescovo e della polizia. I migranti saranno accompagnati al centro di prima assistenza e i No borders in questura per l'identificazione. In attesa che i bus predisposti accompagnino i profughi nel centro di prima assistenza organizzato dal Comune di Ventimiglia in stazione, un gruppetto di giovani migranti si è fermato a parlare nell'aiuola davanti alla scogliera con il vescovo di Ventimiglia."Sono fiducioso che la questione si possa sbloccare", aveva dichiarato Monsignor Antonio Suetta pochi minuti prima. Il prelato si è poi recato sugli scogli per parlare con i migranti assieme a un membro della Caritas diocesana. "La mia parte è quella di ricordare che qui ci sono uomini, persone, vite umane. Persone povere e fragili". Le parole del vescovo di Ventimiglia hanno fatto breccia tra i profughi e i No borders, che hanno deciso di cessare il presidio sulla scogliera. Per stasera Monsignor Suetta ha organizzato un incontro a Ventimiglia “per favorire il dialogo e la comprensione”, così come lui stesso lo ha definito.
Nelle ore precedenti la decisione di lasciare gli scogli, si erano registrati momenti di tensione. Un gruppo di migranti e No borders ha inscenato una protesta alla frontiera con la Francia, a Ponte San Ludovico. Inoltre, un gruppo di attivisti italiani e francesi che ha cercato di portare cibo e acqua alle persone che si trovavano sugli scogli dei Balzi Rossi, dopo essere stato bloccato da un cordone di polizia, con le mani alzate hanno intonato slogan no border e hanno creato un picchetto di cibo.
La frontiera con la Francia è rimasta chiusa per ore dopo il blitz dell'alba di polizia e carabinieri che, in esecuzione di un decreto di sequestro della procura, hanno sgomberato la pineta dei Balzi Rossi dai migranti e dai no border che vivevano lì da qualche tempo. I collegamenti con la Francia erano possibili solo tramite il valico di ponte San Luigi.
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