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Contro "un vero e proprio tributo illegittimo"
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I battellieri non ci stanno a sobbarcarsi una nuova gabella, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, da parte sua, difende il presunto diritto di chiedere a chi opera decine di approdi al giorno, sbarcando migliaia di turisti, un corrispettivo.

Se non è muro contro muro poco ci manca, quello che ha portato consorzi e compagnie armatrici dei traghetti che svolgono il servizio di linea dalla Spezia e dal Tigullio per le Cinque Terre a ricorrere al Tar contro quello che viene definito un vero e proprio tributo illegittimo.

Il regolamento delle aree marine protette emanato dal Ministero dell’ambiente e recentemente approvato, stabilisce infatti in un suo articolo che l’ente parco possa chiedere alle compagnie un corrispettivo sui biglietti ai passeggeri “su base individuale dei titoli di viaggio”, quindi per ogni ticket staccato, “a titolo di segreteria e rimborso spese”.

Insomma: tanti sbarchi di turisti, tanti corrispettivi: insidioso neologismo. I rappresentanti dei consorzi, dopo alcuni (infruttuosi) incontri con i vertici del Parco, hanno preso cappello e deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo regionale, avvalendosi di uno specialista acclarato del settore, l’avvocato Daniele Granara, per chiedere che il supposto balzello (secondo il presidente del Parco Vittorio Alessandro ancora da quantificare e caso mai sostituire con altre iniziative di supporto alle attività di cura del territorio come gestione dei rifiuti e – appunto – coordinamento degli approdi) venga cancellato dal regolamento o semplicemente non applicato.

Difficile prevedere come finirà. Di certo, dopo il biglietto del treno festivo maggiorato per il passaggio dalle Cinque Terre, la tassa, o tassina, sul trasporto via mare dei visitatori, apre nuovi interrogativi sul discrimine fra voglia di turismo e bisogno di tutela del territorio.