Rischia anche l'accusa di segregazione in schiavitù il benzinaio genovese di 45 anni arrestato ieri dopo avere picchiato la compagna perché non voleva abortire. La vittima, secondo quanto ricostruito dalla polizia, viveva segregata in una casa messa a disposizione dal suo aguzzino da cui non poteva uscire se non quando decideva il benzinaio. La donna, ha raccontato agli inquirenti, doveva essere a completa disposizione del compagno, doveva lavorare per lui per pochi euro al giorno o anche gratis. Ieri, l'ultimo episodio di violenza: calci e pugni all'addome per farla abortire dopo che la donna aveva rifiutato la somma di tre mila euro per interrompere la gravidanza. La vittima è riuscita a scappare dal gabbiotto del distributore di benzina e a chiamare la polizia.
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