cronaca

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Un'inchiesta sui lavori post alluvione realizzati nel Comune di Monterosso, nelle Cinque Terre. E' quanto sta portando avanti da tempo la procura della Spezia, con le indagini del Pm Tiziana Lottini coordinate sul campo dal Corpo forestale dello Stato di stanza nel Parco naturale delle Cinque Terre. A distanza di quasi tre anni dall'alluvione che solo nello spezzino provocò 11 morti, la procura ha acceso i riflettori sui lavori che sono stati realizzati. A essere contestati, per ora, sono i lavori per la messa in sicurezza dei due torrenti che attraversano il paese, il rio Pastanelli e il rio Molinelli. Opere di impatto ambientale - nell'alveo dei torrenti sono state realizzate delle griglie di cemento armato - che sono entrate nel mirino della Regione Liguria (chiamata a liquidare ai Comuni i soldi del Dipartimento di Protezione civile) che ne contesta sia la validità dal punto di vista idrogeologico sia la logica che ne ha mosso la realizzazione, quella della somma urgenza per lavori effettuati a diversi anni dalla drammatica alluvione.

Le segnalazioni della Regione Liguria sono finite in Procura, che ha deciso così di aprire un'inchiesta, con la Forestale che potrebbe allargare il proprio raggio d'azione anche su altri comuni della riviera (nel mirino, un'opera realizzata a Vernazza) e della Val di Vara. Sulla vicenda, il sindaco di Monterosso Emanuele Moggia, eletto dalla scorsa fine di maggio al posto di Angelo Betta, si dice fiducioso. ''Aspettiamo di vedere e soprattutto di capire, anche per il bene della comunità - spiega il sindaco del paese rivierasco -. Da quello che so, è un'inchiesta che parte da lontano: la Forestale venne a reperire la documentazione dei lavori diversi mesi fa. Quei lavori sono ormai terminati, per concludere le opere post alluvionali mancano solo alcune opere per la messa in sicurezza di alcuni versanti collinari''.