Il giorno del confronto ad alta tensione sul teatro Carlo Felice è arrivato. Oggi infatti attorno ad un tavolo si siederanno il sindaco di Genova Marco Doria, come presidente del Cda, e i rappresentanti sindacali per confrontarsi sul piano triennale di risanamento dell'ente presentato nei giorni scorsi.
"Si tratta di un piano realistico e non improvvisato - ha commentato il sindaco - necessario per la salvezza. Mettersi di traverso vuol dire condannare a morte il teatro".
Nei giorni scorsi le segreterie territoriali Slc Cgil e Fistel Cisl avevano proclamato uno sciopero contro gli annunciati esuberi.
"Con 38 esuberi il Carlo Felice non è più in grado di produrre, questo deve essere chiaro a tutti - ha dichiarato Gianni Pastorino della Cgil - Tutti devono sapere che i lavoratori del teatro dell'opera escono da due anni di contratti di solidarietà e hanno contribuito con 8 milioni e mezzo di euro al risanamento del bilancio del teatro diventando i principali azionisti. Non possono pagare loro le inefficienze delle sovrintendenze e delle giunte che si sono succedute. Ci aspettiamo che da parte anche della Regione ci sia una presa di coscienza e dei rimedi che non siano soltanto quelli dei tagli sulla forza lavoro".
Pastorino aggiunge: "In mancanza di risposte in merito alla richiesta d'incontro avanzata a Doria non esiteremo a mettere in campo tutte le iniziative ritenute necessarie per la tutela del personale"
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