politica

1 minuto e 22 secondi di lettura
Gamberi e cozze, ossobuco e torta di cioccolato con frutta il tutto bagnato da buon vino. Lo chiamano pranzo di lavoro, i fedelissimi di Re Claudio.

E' stato davanti a quelle prelibatezze scrutando l'orizzonte del ponente sopra il porto gioie e dolori (più dolori) di Imperia che Claudio Scajola ha dato l'annuncio ai suoi: "Armatevi e partite, mi candido alle prossime Europee". Così ha detto a casa sua davanti ad amministratori e consiglieri regionali del ponente, l’ex ministro.

"Pareva di essere tornati indietro di qualche anno" raccontano i presenti. Al banchetto, la certezza di non avere più Giuda (a livello politico, si intende). "Quelli che volevano tradire l'hanno già fatto e il pranzo l'avevano consumato. Ma non ieri come noi, bensì venerdì ad Albenga in compagnia del ministro Lupi" affermano i forzisti ponentini con un chiaro riferimento al Nuovo Centro Destra di Alfano e del titolare alle infrastrutture del governo Letta.

Ma le reazioni davanti ai gamberi? “Gli abbiamo detto tutti che si deve candidare, quella è la sua competizione e con Scajola al comando il risultato sarà certamente migliore” ripetono i sostenitori di sempre.

A quel tavolo che dominava Imperia c’erano il nipote Marco, Sappa, Zoccarato, Melgrati, Vaccarezza, Orsi: quelli che non hanno mai tradito. Tuttavia qualcuno ammette: “Uno gli ha sussurrato pure che le preferenze restano sempre un terno al lotto. Pazienza, ormai partiamo, anche se lui dopo la sentenza aveva detto che si sarebbe dedicato interamente alla famiglia. Claudio è pronto a tornare Re”. Dei gamberi, ma anche dei cavolini di Bruxelles.