Sulla vicenda del pusher arrestato lo scorso anno e morto tra mille interrogativi è intervenuto a Primocanale il procuratore Roberto Cavallone.“Il decesso – ha chiarito – è avvenuto circa un’ora dopo l’arresto per detenzione e spaccio di eroina. Il medico legale ci ha detto che la morte è stata determinata da anossia cerebrale, il che vuol dire che nelle fasi dell’arresto ci sono state manovre di contenimento eccessive che hanno impedito al tunisino di respirare.
Attualmente sono indagati i tre carabinieri che hanno partecipato all’operazione ma al momento non siamo in grado di attribuire le singole responsabilità perché i tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. E’ chiaro che se i tre continueranno a non rilasciare dichiarazioni si andrà ad un processo con tre imputati ma auspico che possa prevalere il senso di lealtà delle istituzioni”.
Intanto l'avvocato Alessandro Sindoni, che difende due dei tre carabinieri indagati afferma: "Attendiamo la chiusura delle indagini, dopodiché valuteremo come comportarci e non escludiamo che si possa chiedere di essere interrogati".
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