Studenti universitari sul piede di guerra in difesa del diritto allo studio. Il casus belli è il provvedimento che a loro dire modificherebbe i criteri di reddito e di merito per accedere al sistema di studio - vale a dire il dlgs 68 del 29 marzo 2012 in tema di 'Revisione della normativa in materia di diritto allo studio' - che peraltro tornerà domani sul tavolo della conferenza Stato-Regioni.
Nel frattempo la mobilitazione archivia la prima occupazione di una facoltà (Cagliari), ma anche decine di assemblee nelle residenze e nelle mense degli atenei.
E non sembrano tranquillizzare gli animi le dichiarazioni del ministro Profumo, che da Bruxelles ha parlato di "cattiva interpretazione" delle nuove norme, annunciando un aumento del 20% del totale delle borse di studio. "Probabilmente c'é stata una cattiva interpretazione" delle nuove norme che regoleranno l'assegnazione delle borse di studio universitarie, ha spiegato il titolare di viale Trastevere a margine di un incontro con la commissaria Ue all'Agenda digitale Neelie Kroes, perché queste non solo non diminuiranno ma "il loro numero passerà da 115 mila a 140 mila, con un incremento di circa il 20%".
"Da parte mia c'é massima disponibilità a chiarire i dettagli con gli studenti". Non solo: per ogni studente fuori sede le singole borse di studio verranno aumentare da 4.900 a 5.550 euro, ha detto ancora il ministro, che ha annunciato un incremento del 20%, a 440 milioni, delle risorse per il 2013, costituite da 150 milioni dello Stato, 60 delle Regioni e 220 dalla tassa per il diritto allo studio.
Cronaca
Università, diritto allo studio: studenti sul piede di guerra
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