Qualche riflessione sul dopo-primarie.
Renzi con il 40 per cento non può stare fermo. Ha dietro un quaranta per cento di elettori delle primarie (alcuni sicuramente di centro e centrodestra) che ora affermano: non andremo a votare. Tatticamente fa bene a tornare sottotraccia dopo aver fatto uno sprint pazzesco con una enorme esposizione mediatica.
Bersani è persona intelligente e pacata e ieri sera ha fatto un discorso che non ha concesso quasi nulla al contendente sconfitto, ma è stato costretto a legarsi troppo con la sinistra di Vendola che ora riscuoterà qualche cambiale.
Il popolo del 40 per cento ci ha preso gusto a farsi sentire, ma dovrà fare i conti con il vero apparato conservatore dei D’Alema, ma soprattutto quello dei cattolici della Bindi o di Fioroni.
A Genova si conferma un Pd abbastanza conservatore, ma che è stato intelligente prima dei vertici nazionali e si è rinnovato nelle persone. Sarà divertente capire come si muoverà il Pensante Unico cioè Claudio Burlando.
Le liste liguri non riserveranno grosse sorprese. Che ci potranno essere, invece, subito dopo il risultato elettorale. Se Bersani non dovesse riuscire nell’intento di mettere in piedi un buon governo, le ricadute liguri sarebbero più delicate che da altre parti e alleanze che sembrano solide potrebbero incrinarsi.
Politica
La Liguria nel dopo-Renzi
1 minuto e 5 secondi di lettura
Ultime notizie
-
Biossido d'azoto, il porto di Genova quasi come la Pianura Padana. L'esperto: "Colpa del fumo dalle navi"
- Sampdoria, è arrivato Viti a Genova. E Palma si allena a Bogliasco
- Fallimento Aspera, Amirfeiz patteggerà due anni
- Centrodestra critica la mozione sui presidi fissi della Polizia Locale in Valbisagno
-
Primogiornale - L'edizione on demand del 14 gennaio 2026
- Processo Nada Cella, è attesa per la sentenza. Domani Primocanale in diretta
12° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Michele Varì
Giovedì 15 Gennaio 2026
-
Matteo Angeli
Mercoledì 14 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiNada Cella e quelle domande senza risposte al Pm Gebbia
Quando la protesta è scomoda: sull’Iran la sinistra resta in silenzio