Cronaca

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Sono circa 2.000 i manifestanti che hanno partecipato al corteo di Genova organizzato dai lavoratori dell'Ilva per protestare contro l'ipotesi di chiusura dello stabilimento di Taranto. Alla manifestazione erano presenti anche le Rsu di Fincantieri, e degli stabilimenti Ilva di Racconogi e Novi Ligure. I manifestanti sono partiti dallo stabilimento di Cornigliano e hanno raggiunto il centro di Genova. Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta in Regione dal presidente Claudio Burlando e dal sindaco di Genova Marco Doria.

A Taranto
la macchina di un gruppo di contestatori dei Cobas ha fatto una incursione con fumogeni nella piazza della Vittoria dove era in corso il comizio dei leader sindacali confederali e il comizio è stato sospeso. L'incursione dei contromanifestanti si è conclusa ed ora il gruppo di contestatori sta indietreggiando raggiungendo i margini della piazza scortato dalle forze di polizia. Uno dei contestatori, in piedi sull'Apecar, ha letto un volantino contro i sindacati accusati di essere troppo vicini all'Ilva e di difendere l'azienda più che la salute dei cittadini e dei lavoratori. Dal momento dell'interruzione della manifestazione sindacale la piazza si è andata progressivamente svuotando.

I due cortei partiti separatamente a Taranto si sono congiunti intorno alle 10 in Piazza della Vittoria dove è iniziato il comizio, piazza gremita da migliaia di persone. "E' essenziale che l'azienda cambi atteggiamento, perché troppo spesso ha avuto quello di chi voleva fare tutto ciò che desiderava, senza attenzione ai problemi e anche all'innovazione tecnologica fondamentale per fare produzione di qualità". Queste le prime parole della leader della Cgil, Susanna Camusso "Speriamo - ha aggiunto - che i segnali di questi giorni siano positivi, perché occorrono risorse, scelte e rispetto per tutti i soggetti in campo".

Anche Luigi Angeletti leader della Uil è intervenuto durante uno dei cortei "Non vogliamo fare pressioni su nessuno, ma abbiamo il diritto non solo di dire ciò che vogliamo ma di dire che se non ci fanno lavorare, noi non spariremo in silenzio, se non ci fanno stare nelle fabbriche noi staremo nelle piazze"."Non si può pensare di chiudere la fabbrica - ha aggiunto -perché al disastro ambientale si aggiungerebbe il disastro sociale".

Presente a Taranto anche il segretario nazionale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli che ha dichiarato:"E' una manifestazione imponente, di portata storica. Da questa partecipazione - ha aggiunto - si percepisce il forte consenso dei cittadini che hanno compreso le istanze di chi vuol difendere il posto di lavoro. Bisogna dare continuità allo stabilimento". Bentivogli ha precisato che la manifestazione "é contro l'inquinamento e a tutela dell'occupazione. La città non accetta il fatto che per molte cose non realizzate, a pagare siano solo i lavoratori".

"Abbiamo deciso di scioperare e manifestare nella città e di discutere con la città proprio perché vogliamo unire il diritto al lavoro col diritto alla salute e allo sviluppo del territorio". Lo ha detto il leader nazionale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, a margine della manifestazione in corso a Taranto. Ha precisato che i sindacati vogliono "difendere il lavoro e dire che l'idea di fermare lo stabilimento non sta in piedi. Sappiamo che i problemi non si risolvono in pochi giorni ma è il momento di fare delle cose concrete. Non è il momento di dividere - ha sottolineato il leader della Fiom - ma di unire per recuperare dei ritardi anche nostri".