Il presidente del Genoa Enrico Preziosi non potrà accedere a luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche per 6 mesi. E' una delle pene accessorie messe in esecuzione dalla Procura Generale di Genova dopo che la Cassazione ha rigettato il ricorso contro la sentenza d'appello che aveva confermato 4 mesi (pena condonata) per frode sportiva. La vicenda riguarda il presunto accordo sull'esito di Genoa-Venezia, nel campionato di B 2004-2005 che costò la retrocessione in C1 del Genoa.
Per il patron del Genoa, inoltre, scatta, sempre per un periodo di sei mesi, "l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese".
Secondo il Genoa però i provvedimenti non sarebbero esecutivi.
Con un comunicato la società precisa "che il provvedimento sopra citato, allo stato attuale non ha alcun carattere di esecutività, in quanto trattatsi di un'istanza rivolta alla Corte d'Appello di Genova la quale dovrà pronunciarsi, previo avviso al presidente e ai suoi difensori in sede di futura udienza camera".
Oggi intanto Preziosi sarà ascoltato a Roma dal procuratore federale della Figc Palazzi in merito ai fatti di Genoa-Siena.
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