Prosegue il lavoro del pool dei periti per capire le cause dell'alluvione che ha colpito Genova lo scorso 4 novembre, provocando sei morti e ingenti danni. Sono oltre 3mila le pagine dei documenti finora raccolti da parte del Nucleo di polizia giudiziaria e moltissime sono le foto e i filmati, anche fatti da privati con il cellulare, che riportano i momenti più drammatici del giorno in cui sono esondati il torrente Fereggiano e alcuni rii, tra i quali il Rovare e il Noce.Il geologo Alfonso Bellini, l'ingegnere idraulico Marco Masetti, l'ingegnere ambientale Annunziato Siviglia e il geologo Marco Tubino, incaricati dalla Procura, hanno 160 giorni di tempo per concludere il loro lavoro e consegnare agli inquirenti una relazione con le risposte ai quesiti posti dai magistrati.
Il pool dovrà accertare le cause dell'esondazione dei vari rii, ricostruire i fenomeni dei danni derivati dall'alluvione, capire se l'evento era prevedibile e se era evitabile e se lo stato di allerta sia stato gestito correttamente.
Oltre alla documentazione è in corso l'acquisizione di tutte le testimonianze utili per far luce su quanto è accaduto comprese quelle per capire come ogni scuola si è comportata in quel frangente.
Nel frattempo proseguono i lavori di somma urgenza per il ripristino delle zone interessate dall'alluvione. Tra queste via Donghi dove si erano aperte cinque voragini.
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