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La prima sezione della Corte sportiva d'appello nazionale presieduta da Carmine Volpe ha accolto il reclamo d'urgenza dello Spezia, annullando la giornata di squalifica inflitta a Ivan Provedel. Il portiere delle Aquile era stato sanzionato dal giudice sportivo su segnalazione della Procura federale per aver pronunciato un'espressione blasfema in occasione della gara con la Lazio dello scorso 30 aprile valida per la 16/a giornata di ritorno del campionato di Serie A.

Lo Spezia aveva fatto reclamo contro la squalifica del portiere che il giudice sportivo aveva inflitto per aver proferito "un'espressione blasfema, individuabile senza margini di ragionevole dubbio", durante la partita conto la Lazio. Il fatto sarebbe avvenuto al 9' del secondo tempo, subito dopo il gol del momentaneo 2-2 segnato dagli ospiti. Il calciatore ha contestato però la lettura del labiale dalla quale viene desunta la circostanza, visto che non esisterebbe registrazione audio della presunta imprecazione. I legali dello Spezia si sono appellati al precedente dello scorso novembre che aveva riguardato il calciatore del Sassuolo Davide Frattesi. Anche in quel caso, come in quello che riguarda il portiere dello Spezia, non esisteva registrazione audio della presunta blasfemia, che veniva desunta solo dalla lettura del labiale. Tesi contestata nel ricorso degli emiliani, secondo i quali il centrocampista aveva pronunciato l'espressione "porco zio", e che Corte sportiva d'appello aveva ritenuto "accreditata con uguali margini di verosimiglianza dalle relazioni di consulenza tecnica in atti".