Porto e trasporti


 

GENOVA - “Per la prima volta in Italia stiamo facendo a Genova un piano dei rischi per calata Bettolo già nelle condizioni attuali, cioè senza la nuova diga che certamente, ampliando gli spazi, darà maggiore sicurezza per le manovre delle navi”. Lo annuncia l’ammiraglio Sergio Liardo, direttore marittimo della Liguria da un anno esatto “e mi hanno fatto per davvero spegnere una candelina qui in Capitaneria” rivela sorridendo.

Lui che dieci anni fa aveva già lavorato, con altre mansioni, a Genova “e allora c’erano tanti progetti nel libro dei sogni, che oggi invece si stanno per realizzare”, se tutto andrà bene, vedrà nascere la nuova diga, i cui lavori dovrebbero partire a gennaio 2023. Si attende domani la chiusura del bando di gara. “Coinvolgiamo tutti i soggetti della catena per fare in  modo che le navi attracchino in sicurezza e facciano il più velocemente possibile le operazini di carico e scarico in modo da liberare lo spazio in fretta”. 

Ma durante i lavori sarà difficile coniugare i cantieri con l’operatività del porto?
"Faremo di tutto perché ci siano meno problemi possibili ma certamente ci saranno limitazioni operative, ordinanze. Del resto il cantiere sarà molto importante".

Crede che avrete bisogno di più uomini, di “rinforzi” per seguire tutto al meglio?
"Ha proprio centrato il tema: poco fa ho chiesto a Roma un aumento di personale, non le so ancora dire in che quantità, ma sono convinto che il comandante Carlone, che mi ha preceduto a Genova, capita le nostre esigenze".

A proposito di lavori, andrete alla torre Piloti che nascerà? Prima del crollo eravate presenti.
"Non ne sono sicuro anche se lo auspico. Certo lavorare a stretto contatto con i piloti è utile ma ormai abbiamo qui al porto antico, nella nostra sede, la sala di monitoraggio VTS che opera a fianco alla sala operativa quindi se dovessimo trasferirci là dovremmo anche in questo caso dislocare personale e oggi non avremmo i numeri per farlo. Vedremo..."