
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito che chiede di depenalizzare l'omicidio del consenziente.
In attesa del deposito della sentenza sull'eutanasia, emessa dal collegio presieduto da Giuliano Amato dopo tre ore di camera di consiglio, l'Ufficio comunicazione fa sapere che la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, "a seguito dell'abrogazione, ancorchè parziale, della norma sull'omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili". In definitiva, se vincessero i sì le norme che resterebbero in piedi non assicurerebbero la tutela minima delle persone più deboli.
E' attesa per domani la pronuncia sugli altri sette referendum: uno riguarda la depenalizzazione della cannabis - che vede tra promotori l'Associazione Coscioni con +Europa, Radicale Italiani, Possibile, Potere al popolo e Prc e una lunga serie di associazioni - gli altri sono tutti sulla giustizia. Sono 6 e stavolta a raccogliere le firme sono stati i Radicali e la Lega, cui poi si sono uniti nove consigli regionali tutti di centro-destra.
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