CRONACA

Amore e soldi, il business dei randagi che arrivano dal sud: alcuni privi di certificati, due cani senza microchip:

Sei cani e quindici gatti sequestrati a una "staffetta" appena sbarcati in porto

di Michele Varė

venerdė 28 maggio 2021
Sei cani e quindici gatti sequestrati a una

GENOVA - Sei cani e quindici gatti sono sequestrati appena sbarcati da un traghetto nel porto di Genova dalla Sardegna: è successo sabato scorso su decisione dei veterinari della Sanità animale della Asl3 dopo un controllo a una staffetta che ha accertato l'assenza di alcuni documenti previsti per il trasporto degli animali.

I cani e i gatti destinati ai nuovi padroni che li stavano attendendo a Genova sono finiti al canile di Monte Contessa di Genova: dalle prime verifiche sono tutti in buone condizioni di salute, come ha assicurato Paolo Allasio responsabile della struttura di Igiene urbana veterinaria dell'Asl3, avvertito dell'arrivo degli animali dalle guardie zoofile che da tempo monitorano le staffette che trasportano animali dalla Sardegna e da sud e centro Italia "perchè in passato alcuni animali erano stati affidati nonostante afflitti da patologie anche gravi".

Due dei cinque cani erano sprovvisti di microchip, alcuni non risultavano vaccinati contro la leishmaniosi. Irregolarità anche nel trasporto dei gatti i cui libretti sanitari non erano aggiornati con esami che escludessero malattie infettive come Fiv e Felv. Per questo sono stati trasferiti a canile dove saranno sottoposti ai controlli sanitari. Solo dopo, come si può ipotizzare, saranno consegnati ai loro nuovi padroncini che li hanno adottati e stanno da giorni tempestando di telefonatre gli uffici delal Sanità Animale di Sestri Ponente.

Per gli animali di affezione l'Italia ha stilato delle linee guida sul trasporto, come si legge sul sito animalista Kodami, cani e gatti trasportati devono essere sempre accompagnati da un documento che certifichi il profilo sanitario.

I cani devono avere il microchip ed essere iscritti all'anagrafe regionale del territorio cui sono destinati. Inoltre gli animali devono arrivare con i trattamenti per i parassiti interni ed esterni già fatti ed essere vaccinati contro le principali malattie infettive tipiche delle due specie oltre ad aver fatto esami che escludano la Leishmaniosi e l'Erlichiosi per i cani e FIV FeLV per i gatti.

Come scritto poche settimane fa da Primocanale, innescando mille polemiche nel variegato mondo animalista dopo fatti di cronaca che hanno visto protagonisti animali adottati, per ultimo un gatto aggressivo che dopo numerose ferite provocate ai nuovi padroncini era stato affidato al canile di Genova, dietro il mondo delle staffette che trasportano animali da Sud a Nord ci sono mille sfaccettature diverse.

La stragrande maggioranza è composta da amanti degli animali mossi solo dal genuino desiderio di trovare un padroncino ai randagi sennò destinati forse alla morte, ci sono però anche casi, rari, di persone che si trasformano in staffetta per soldi e hanno trasformato questa missione in un lavoro. Perché incassano soldi per ogni animale trasportano e, dunque, al netto delle spese che rimangono le stesse, se su un furgone ci sono più cani e più gatti guadagnano di più.

I problemi nascono da queste eccezioni che per guadagnare non si fanno scrupoli, perchè i prezzi dei viaggi vanno da 30 euro per un cucciolo a 100 euro per un cane adulto di grossa taglia. E lo staffettista  quasi sempre è remunerato in nero.

In questo contesto non stupisce che filtrino notizie di cani e gatti rapiti o letteralmente "scippati" e poi fatti passare per randagi, o anche di animali, come scrive Kodami, destinati all'adozione anche se privi delle caratteristiche per adattarsi a una vita in altri luoghi che non corrispondono a quelli in cui sono cresciuti o in cui hanno vissuto le loro mamme.

Non solo, alcuni comuni del Sud mettono a bilancio anche somme importanti per risolvere il problema del randagismo: soldi per sterlizzare gli animali, per sovvenzionare i canili, ma anche spesso per pagare le staffette.

Gli "staffettisti" di professione percorrono la penisola in lungo e in largo ogni settimana, pubblicando sulle pagine di Facebook tappe, date e orari degli spostamenti previsti. Ma i viaggi, come detto, non sempre rispettano le disposizioni per il trasporto di animali. I cani rimangono a bordo anche per più di 24 ore. Succede per tragitti internazionali, come quello tra la Sicilia e il nord della Francia, ma anche su distanze minori, nel caso di contrattempi.

La tutela dei cani e dei gatti liberi è una responsabilità dello Stato ma tocca a Regioni e Comuni provvedere al loro benessere controllando che chi trasporta animali tra regioni sia in regola dal punto di vista commerciale (gli animali sono giuridicamente beni mobili) e sanitario. Le normative di riferimento sono il regolamento dell'Unione Europea 1/2005 che fa riferimento agli animali di interesse zootecnico.

L'associazione che trasportava i cani e i gatti sequestrati nel porto di Genova grazie alla segnalazione di una guardia zoofila è stata sanzionata con una multa di 50 euro per ogni animale sprovvisto di microchip non identificabile.

«Il fenomeno è diffuso dovremmo e vorremmo fare di più - ha ammesso il responsabile dell'igiene veterinaria di Als3 che è diretta dall'esperto veterinario Roberto Parodi - ma i controlli avvengono a campione e si interviene quasi sempre su segnalazioni perchè le staffette non seguono vie ufficiali ma si muovono quasi sempre grazie al tam tam dei social».



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