IL COMMENTO


Pesto (con aglio) per Salvini con Toti, tre ingredienti indigesti a Berlusconi

di Giuseppe Sciortino

mercoledý 14 agosto 2019



Trofie per Matteo Salvini e trenette per Giovanni Toti, condite con pesto genovese. Il pranzo ‘ligure’ del viceministro e del governatore ligure è durato un bel po’. Entrambi buone forchette, la cucina stavolta non è rimasta al centro delle reciproche attenzioni. Poco prima i due si erano incontrati nel palazzo della Regione Liguria, quasi un fuori programma.

Toti aveva in agenda un incontro col sindaco Marco Bucci e col parlamentare leghista Edoardo Rixi. A questo punto la figura di Salvini si è materializzata a ‘palazzo’ in cerca di Toti con tanto di invito last minute per tutti a recarsi a pranzo al ristorante ‘Santa Teresa’ con tavolata unica. Vista la raccolta di croci e rosari del titolare del Viminale, la scelta del ristorante non deve essere stata casuale.

Salvini di fatto ha incontrato Toti prima di Berlusconi. Dopo la scelta del leader della Lega di posticipare l’incontro col Cav, Genova e la commemorazione per l’anniversario del crollo di Ponte Morandi è stata l’occasione per tirare le fila svelando (o spiegando) le strategie al leader di ‘Cambiamo!’. Salvini d'altronde come un mantra ripete: “l’intesa nel centrodestra ci sarà, ma non secondo i vecchi schemi”.

In Forza Italia regna la confusione. Le richieste di avere posti assicurati (e di non tenere conto del movimento di Toti) fioccano sulla scrivania di Salvini. L’ipotesi di un ‘patto blindato’ davanti a un notaio sembra una storia da ancien regime. Berlusconi e il vice premier si sono sentiti più volte, l’ok al taglio dei parlamentari di Salvini a Di Maio ha scompigliato le carte.

Tra voto anticipato e governo istituzionale, il timore della Lega è che il Cav giochi su entrambi i tavoli. Le divisioni interne a Forza Italia (al momento) non riguardano il Senato dove il centrodestra è schierato in modo compatto: solo sette ‘azzurri’, compresi i ‘totiani’, non hanno partecipato al voto. Ma “la vecchia alleanza non c’è più, bisogna ragionare in maniera diversa”, ripete il Carroccio.

Il pesto ha fatto da sfondo alla conversazione tra Salvini, Toti, Bucci e Rixi. Il sindaco di Genova si dice “pronto e onorato” (come riferito da alcuni commensali che hanno partecipato a una cena ‘tra amici’ in sua presenza qualche giorno fa) qualora ci fosse la necessità di correre per la presidenza della Regione se Toti decidesse di fare le valigie in direzione Roma. Con una buona scorta di pesto ricco di aglio, l’ingrediente che al Cav risulta più indigesto. Sperando che sia a lunga conservazione.

Commenti


I NOSTRI BLOG

Grif House
Samp Place