CRONACA

Potrebbe sorgere vicino al tribunale di Savona

Nuovo carcere a Savona, arriva il via libera dai sindaci della provincia

di Linda Miante

venerdì 11 dicembre 2020
Nuovo carcere a Savona, arriva il via libera dai sindaci della provincia

SAVONA - La provincia di Savona è senza un carcere dal 2016. Un caso unico in Italia, che ha creato disagi di sovraffollamento a Marassi, ma anche nelle carceri di Sanremo e Imperia, oltre ai problemi di trasferimento dei detenuti. Se per un certo periodo la questione della casa circondariale savonese è stata discussa in sordina con l'iter in sospeso, ora le cose sembrano destinate a cambiare, e anche piuttosto rapidamente. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha infatti espresso la volontà a procedere.

Pollice in su anche da parte dei sindaci del territorio dopo l'incontro in videoconferenza organizzato dal presidente della Provincia Pierangelo Olivieri deciso in seguito al colloquio con il vice presidente della commissione giustizia in Parlamento, Franco Vazio (Pd), a cui hanno partecipato anche il senatore Paolo Ripamonti (Lega), i deputati Sara Foscolo (Lega) e Simone Valente (M5s). Dopo la chiusura del Sant’Agostino sulla collina del Monticello, "ora c'è la volontà di costruire il nuovo carcere è reale: ci sono i soldi e c'è la volontà politica" commenta l’esponente Dem in una nota. Con Vazio principale interlocutore a Roma, il territorio ha deciso di procedere con una proposta unitaria da sottoporre al ministro Bonafede mettendo un punto alla vicenda.

Il tema del carcere savonese era stato seguito in prima battuta dalla esponente del Carroccio Sara Foscolo, la quale aveva sollevato la problematica nel dicembre 2019. “Sono soddisfatta che dopo un anno dalla mia interrogazione in Parlamento, percorso accelerato da una successiva interpellanza urgente in aula, ci sia stato un sincero interessamento da parte di tutti, al di là delle divisioni politiche, perché è un argomento importantissimo non solo per la provincia, ma per tutta la Liguria. Sappiamo infatti che gli istituti penitenziari sono in difficoltà e la riunione organizzata dal presidente Olivieri è stata un passo in avanti per avere la massima l’attenzione da parte del ministro.

Accantonate le divisioni politiche, all'ombra della pandemia e delle modifiche al Dpcm di Natale, quello di oggi è “un primo step davvero importante che ha messo fine alle discussioni del passato e che guarda al futuro. Un tavolo permanente per la costruzione del nuovo carcere, un passaggio fortemente auspicato dal ministro Bonafede e dal sottosegretario Giorgis. Un’area idonea e disponibile, un percorso condiviso con il territorio, anche per non sprecare una straordinaria opportunità. Oltre a colmare un vuoto e rispondere ad una necessità istituzionale, la costruzione del nuovo carcere infatti rappresenta anche un’occasione economica, soprattutto in considerazione della riconfermata disponibilità a finanziare l’opera” scrive Franco Vazio a margine dell'incontro in una nota.

"Ho ribadito l'assoluta necessità di una nuova struttura carceraria, sia per gli operatori di giustizia sia per i familiari delle persone detenute – prosegue la sindaca di Savona Ilaria Caprioglio. Ho ricordato il sopralluogo effettuato alcuni anni fa con l'architetto Ferrazza, Provveditore interregionale alle Opere pubbliche, nelle aree allora individuate dal Ministero nella nostra Città, per la precisione piazza del Popolo zona parcheggio e Legino, e le criticità che allora avevo sollevato in merito a quei siti. Ho concluso rendendomi disponibile a ricevere e valutare tecnicamente nuove eventuali proposte di aree individuate dal Ministero, rammentando come ad oggi all'Amministrazione comunale non sia ancora pervenuta alcuna comunicazione ufficiale a tale proposito".

Non si sono placate invece le polemiche dell'opposizione in consiglio comunale dopo la conferma che tra le ipotesi più papabili per la collocazione del nuovo carcere, ci sarebbe la soluzione centralissima delle aree ex Officine Rialzo, ovvero il terreno inutilizzato dietro il tribunale. Un luogo considerato strategico dalla presidente del Tribunale di Savona Lorena Canaparo, ma che ha già incontrato forti resistenze. Non per ultima, quella della cartografia dei piani di bacino della Regione, che colora la zona di rosso. Un elemento che dovrà essere preso in considerazione.

"È inaccettabile collocarlo in centro alla città. Piazza del Popolo è l’unica area del centro cittadino ancora utilizzabile al servizio della città. Un parco urbano, parcheggi, servizi, collegamento verso la stazione attraverso il recupero degli Orti Folconi: queste funzioni a servizio dei savonesi sono solo alcune ipotesi per il recupero dell’area, in una città che ha dato troppo spazio al cemento e poco ai servizi per i savonesi" commenta Manuel Meles, capogruppo Movimento 5 Stelle Savona, raccogliendo le perplessità di molti cittadini.

La disponibilità è stata espressa anche "da parte dei sindaci della Val Bormida, in particolare di Lambertini per Cairo Montenotte e di Dotta per Cengio" prosegue Vazio. Le prossime ore di dialogo tra la delegazione savonese, il ministro Bonafede e il sottosegretario Giorgis saranno decisive, anche se il dicastero sembra piuttosto convinto della strada da seguire.



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