CRONACA

La conferma Ŕ arrivata dall'assessore Piciocchi

Imprese e licenziati dopo il crollo del ponte, dopo 10 mesi Autostrade si fa viva

martedý 11 giugno 2019
Imprese e licenziati dopo il crollo del ponte, dopo 10 mesi Autostrade si fa viva

GENOVA - Forse per un sussulto d'orgoglio forse per evitare una campagna contro ancor più forte di quella che finora si è sviluppata.

Fatto sta che a dieci mesi dal crollo di Ponte Morandi a Genova Autostrade per l'Italia è tornata a farsi sentire con chi è rimasto gravemente danneggiato da quell'evento: chi ha un'attività commerciale in difficoltà e chi ha causa di quel crollo è rimasto senza lavoro.

E lo ha fatto attraverso il Comune di Genova. Dopo una prima interlocuzione di qualche mese fa che però rimase parola morta ora sembra si faccia davvero sul serio. E' stato l'assessore comunale con delega ai rapporti con la struttura commissariale a confermare questa indicazione a Genova nel cuore, la trasmissione del lunedì sera di Primocanale.

"La scorsa settimana abbiamo avuto con il sindaco commissario Bucci un incontro con l'Ad di Autostrade - ha raccontato Pietro Piciocchi - dove tra le tante questioni si è riproposto con forza il problema del tessuto commerciale e dei licenziati della zona rossa. Ne è nato un confronto più intenso ed è arrivata decisa la disponibilità ad un intervento a sostegno delle attività commerciali con un incontro previsto entro la fine di questa settimana".

Non solo. In un altro incontro verrà trattato anche il tema delle grandi difficoltà sopportate dai 20 licenziati della zona rossa e nera.

"Per i licenziati - ha aggiunto l'assessore - la prossima settimana è previsto un confronto con livelli molto alti di Autostrade. Si tratta della prima interlocuzione ed è una disponibilità ad occuparsi della problematica a 360 gradi.Rispetto alla complessità degli impegni economici di altre situazioni qui con poco, ricordo la richiesta delle 36 mensilità, si può fare molto".

Ora non resta che attendere cosa metterà sul tavolo Autostrade per l'Italia e capire se siamo di fronte ad un bluff o ad una reale intenzione di tendere una mano a quel territorio gravemente ferito.

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