IL COMMENTO

Nonostante abbia già fatto i conti col virus a ottobre

Il Covid per Sansa, dal pasticcio in consiglio regionale all'uscita in quarantena

di Giuseppe Sciortino

sabato 14 novembre 2020
Il Covid per Sansa, dal pasticcio in consiglio regionale all'uscita in quarantena

Il consigliere regionale Ferruccio Sansa, ex candidato alla presidenza della Regione per la coalizione Pd-M5s, ha abbandonato la seduta dell'assemblea regionale dopo avere scoperto di essere risultato positivo al test sierologico per il coronavirus. "Mi ero sottoposto al test in via precauzionale per poter effettuare sopralluoghi negli ospedali”, ha spiegato. “Oggi pomeriggio il medico mi ha detto di guardare subito risultato online. Ne ho parlato con il medico e lui mi ha detto di andare a casa al volo".

Sansa ha già fatto i conti col Covid a ottobre. Sintomatico e risultato positivo a un tampone il 14 ottobre, era stato dichiarato guarito il 24 ottobre a seguito di tampone negativo. ‘Famoso’ e super condiviso il suo post su Facebook per raccontare la malattia, con tanto di saturimetro al dito e lingua avvelenata contro l'Asl e le sue procedure. Durante la convalescenza ha avuto tempo per criticare pure i controlli della polizia. Sansa infatti risulta indagato per violazione della quarantena per essere uscito in piena notte e in piena convalescenza, prima che arrivasse il tampone negativo. Uscito dalla quarantena (con la mascherina) per portare il cane a fare i bisogni nel giardino di fronte casa, è incappato in un controllo antifurti nei pressi dell’abitazione. Sarebbe utile sapere le altre sere chi ha accompagnato il cane a fare i suoi bisogni, ma questo il consigliere regionale non l’ha scritto nei suo post.

Cosa rischia un normale cittadino che non rispetta la quarantena imposta dalle autorità sanitarie? Scattano sanzioni molto severe: l’arresto fino a 18 mesi a cui si aggiunge la multa fino a 5.000 euro al massimo. Una sanzione stabilita dal decreto ‘Io resto a casa’ e commisurata alla gravità del fatto, dato che chi esce di casa violando l’isolamento mette in pericolo gli altri cittadini. La reazione di Sansa si è tradotta in un lungo post su Facebook in cui, anziché assumersi le proprie responsabilità, ha puntato il dito sugli agenti che lo hanno fermato e denunciato: “Oggi mi chiama la Polizia per avvertirmi che sono stato segnalato alla Procura per aver violato la quarantena. Sulla porta di casa. Senza che sul momento mi sia stato contestato nulla, né mi siano state richieste le generalità o qualsivoglia spiegazione. Il primo caso di persona che si autodenuncia nella storia del Covid. E poi dicono che lo Stato non funziona!”, ha scritto.

La foga con cui Sansa punta il dito sugli errori (veri o presunti) altrui contrasta con la leggerezza con cui affronta la pandemia. Presentarsi in consiglio regionale senza sapere i risultati di un test, col dubbio di positività, e figurare (ancora) un pericolo per gli altri, è un gesto che non lascia spazio a interpretazioni. Visto che i risultati del test sierologico sarebbero stati compatibili con un'infezione in atto, l'ex giornalista si è sottoposto subito a un nuovo tampone lasciando l'aula riunita a porte chiuse. Chi si aspettava un tampone molecolare, il sistema più valido per provare con certezza la presenza o meno del Sars-Cov-2, è rimasto deluso. Sansa ha optato per il test rapido, quello che “in alcuni casi a bassa carica virale potrebbe non rilevare la presenza del virus”, come spiega l’epidemiologo Massimo Ciccozzi.

Il tampone rapido è risultato poi negativo. “Al 99% si è trattato di un errore", ha commentato Sansa che evitando il tampone molecolare ha lasciato aperta la porta al dubbio a consiglieri regionali, collaboratori e tutti quelli che lo hanno frequentato negli ultimi giorni. Una leggerezza, l’ennesima, un modo di affrontare la pandemia che probabilmente un normale cittadino avrebbe già pagato a caro prezzo col datore di lavoro, coi colleghi e con le forze dell’ordine.

La segnalazione in Procura resta, Sansa rischia l’arresto fino a 18 mesi a cui si potrebbe aggiungere una multa fino a 5.000 euro al massimo per non aver rispettato la quarantena. Nei post su Facebook in cui raccontava i sintomi, mostrando un saturimetro al dito, scriveva: “Non voglio pigliare scorciatoie. Voglio seguire il percorso di un cittadino qualsiasi”. Un buon inizio potrebbe essere l’assunzione di responsabilità, davanti alle regole imposte dalla pandemia e davanti all’autorità. Sarebbe quantomeno inconcepibile che la segnalazione possa, per Ferruccio Sansa, in qualche modo passare in cavalleria.

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