IL COMMENTO


Evviva la riscoperta delle botteghe di quartiere

di Mario Paternostro

domenica 29 marzo 2020
Evviva la riscoperta delle botteghe di quartiere

 La vita chiusa in casa ti fa riscoprire antichi valori, alcuni dei quali abbandonati in nome della fretta assoluta. Il più semplice: la rilettura di un libro corposo. Si va dai Promessi sposi all’Ulisse di Joyce per i palati più coraggiosi. Ma i nonni, ormai abilissimi nelle videochiamate serali, possono rileggere vecchie storie mai ammuffite come quella dei tre moschettieri o arrivare alla abilità di Paolo Rumiz che nel suo bellissimo diario su La Repubblica spiega al nipote con l’aiuto di tasselli di legno colorati come ha fatto Annibale a vincere , pur ritirandosi.

Una delle riscoperte che mi ha fatto più piacere è quella delle botteghe di quartiere. Besagnine, macellai, salumieri che sono tornati agli antichi splendori nei giorni bui dell’incomunicabilità, sancita per decreto o come si dice, orrendamente oggi, per Dipiciemme (DPCM). Alcuni hanno attivato efficienti servizi di consegna a domicilio nelle case del vicinato, altri hanno convinto sfruttando due elementi impareggiabili: la qualità del prodotto a chilometro zero e, soprattutto, la capacità, magari sotto le mascherine, di scambiare due parole con i clienti. Anche se a oltre un metro di distanza.

Siamo in tanti a avere riscoperto i negozi di quartiere, anche nei piccoli paesi dell’entroterra dove troppo spesso sono stati costretti a chiudere i battenti, schiacciati dalla concorrenza del “tutto presto”. Quelle botteghe che, la dimostrazione è proprio in questa sventura, Gilberto Volpara e Sergio Rossi hanno difeso a Primocanale puntata dopo puntata di Viaggio in Liguria, raccontandoli come unici presidi civici in alcune località che rischiavano l’abbandono.

Vale per i paesini, ma vale anche in città. I negozi di quartiere sono presidi importantissimi per la sicurezza sociale degli anziani, come lo erano le portinaie negli incantevoli gialli dove il commissario Maigret, tra un uovo sodo e un Calvà nei bistrò di Montparnasse, scopriva i malfattori solo con due chiacchiere davanti a un gabbiotto di vetro dove era seduta a far la maglia una vecchia signora. Apparentemente distratta, ma curiosa e attentissima alla vita.

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