CRONACA

Attivata la piattaforma informatica a Genova per curare a domicilio i pazienti

Covid, in Liguria servono 55mila vaccini per la prima tornata a gennaio

sabato 21 novembre 2020
Covid, in Liguria servono 55mila vaccini per la prima tornata a gennaio

GENOVA - La Liguria ha risposto all'interpello del commissario Arcuri per le prime dosi di vaccino, circa 1,7 milioni, che il governo ha dichiarato disponibili entro gennaio. A ricevere il vaccino saranno anzitutto 23 strutture ospedaliere in tutta la Liguria per un totale di 27.516 unità di personale operanti nel sistema sanitario regionale, di cui 23.317 unità di personale sanitario e socio-sanitario. Oltre a questi ci sono 13mila ospiti delle strutture per anziani e 10mila lavoratori che li assistono. "Riteniamo che la prima fornitura ci consenta di intervenire su tutti questi", ha confermato il governatore Giovanni Toti. "Per la prima tornata di vaccini, calcolando il personale sanitario e le persone fragili nelle Rsa, il nostro fabbisogno è appena sotto le 55mila unità".

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Intanto la piattaforma informatica attivata a Genova per curare a domicilio i pazienti covid attraverso i medici di famiglia e gli infettivologi degli ospedali nella prima settimana d'operatività ha consentito "i primi quattro accessi fast track in ospedale", direttamente da casa in reparto senza passare dal pronto soccorso. Lo ha sottolineato il direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti. Sono state 220 le schede informatiche sullo stato di salute dei pazienti covid compilate online dai medici di medicina generale attraverso la consulenza degli infettivologi del San Martino. La piattaforma permette di "portare l'ospedale a casa del paziente" 24 ore su 24. "Questa settimana il trend di accessi ai pronto soccorso genovesi è in discesa, ancora costanti i ricoveri in malattie infettive, dove però c'è un turn over molto florido, con una durata delle degenza più breve rispetto a marzo-aprile", ha commentato Bassetti.

La decisione di tenere la Liguria in fascia arancione è "una scelta corretta da ogni punto di vista per i prossimi giorni", ha ribadito Toti. "Per la verità ci siamo a lungo interrogati sul fatto che una discesa dei casi così consolidata avrebbe potuto portare forse a un declassamento in zona gialla ma riteniamo sia giusto restare in fascia arancione anche per consolidare i risultati ottenuti in termini di decrescita del Covid e dare fiato ai nostri ospedali che gestiscono ancora più di 1400 pazienti".

Solo questione di tempo quindi per riportare la regione in fascia gialla. "Sono quasi sicuro che in base ai parametri la Liguria la settimana prossima sarà fuori dalla zona arancione, dopodiché prima di passare alla zona gialla credo che sia opportuno fare uno sforzo straordinario per garantirci una ripartenza dal 3 dicembre", Secondo Toti sarebbe meglio "stringere la cinghia per portarsi avanti" in vista del periodo natalizio. In cui "c'èun'assoluta esigenza di dare un po' di libertà al Paese nelle giornate di dicembre in cui si concentrano gli appuntamenti più importanti della nostra civiltà, sia religiosi sia commerciali".

I dati confermano il trend con un numero quasi dimezzato di nuovi positivi in Liguria e a Genova rispetto alle precedenti settimane. "I dati del Policlinico San Martino ci confermano che siamo riusciti a creare più di 1.500 posti letto e avere oggi 120 posti di terapie intensive su tutto il territorio regionale quasi senza interrompere l'attività ordinaria del nostro hub. L'elezione chirurgica al San Martino si è svolta al 70% mentre le attività di ambulatorio sono rimaste attive quasi al 100%. In questa tempesta difficile della seconda ondata, è stato uno sforzo gigantesco, di cui credo tutta la Regione debba essere orgogliosa", ha concluso Toti.


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