CRONACA

Rimane l'esenzione solo per chi fa attivitą sportiva

Covid, circolare del Viminale: mascherina anche per l'attivitą motoria all'aperto

domenica 11 ottobre 2020
Covid, circolare del Viminale: mascherina anche per l'attivitą motoria all'aperto

ROMA - Anche chi fa attività motoria all'aperto dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina. Lo scrive il Viminale in una circolare firmata nella serata di ieri dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi con la quale vengono dati dei chiarimenti ai prefetti sul decreto legge approvato il 7 ottobre scorso.

La disposizione che prevede l'uso della mascherina "esenta dall'obbligo di utilizzo - scrive Frattasi - solo coloro che abbiano in corso l'attività sportiva e non quella motoria, non esonerata, invece, dall'obbligo in questione". Nelle bozze del decreto circolate nei giorni scorsi era scritto che dall'obbligo di utilizzare la mascherina erano esentati "i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva o motoria" ma nel testo pubblicato in Gazzetta l'esenzione è rimasta solo per coloro che fanno attività sportiva. 

Una lettura che ha subito fatto scattare notevoli perplessità in merito alla distinzione. Così dal ministero è arrivata un'ulteriore precisazione: Chi fa jogging o footing non deve indossare la mascherina. Per attività motoria, sottolinea il ministero, "deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva". Quindi, conclude, "jogging e footing potranno continuare a svolgersi senza obbligo di mascherina".

Intanto in queste ore il comitato tecnico scientifico sta svolgendo una riunione d'urgenza per fare il punto sulla situazione in vista del nuovo Dpcm che conterrà le misure da seguire per far fronte all'aumento dei casi che si sta registrando (LEGGI QUI).

Intanto sempre più lontana l'ipotesi di un nuovo lockdown così come confermato nelle ultime ore anche dal commissario per l'emergenza Domenico Arcuri: "Oggi non ci sono le condizioni per tornare al lockdown, c'è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità. Il 31 marzo c'erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre ce n'erano 390. E' il segno - sottolinea - della risposta che il sistema ha dato rispetto all'epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati".

Lo stesso Arcuri conferma che saranno i medici di base ad effettuare i test antigenici rapidi. Si è infatti chiusa la gara per 5 milioni di test alla quale hanno partecipato 39 imprese. "Ci servirà qualche giorno per valutare le offerte ma entro una settimana, dieci giorni li acquisiremo - ha detto Arcuri - Molto velocemente metteremo in campo questi strumenti e lo faremo non solo per porti e aeroporti ma ci sarà anche un certo numero a disposizione dei medici di medicina generale". I test dunque, ha concluso, "arriveranno ai medici di base e sarà ancora più importante il lavoro che già stanno facendo".



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