CRONACA

Un centinaio tra residenti e commercianti in presidio davanti alla Prefettura di Genova

Autostrade, Valle Stura 'tassata' e 'abbandonata': la protesta in piazza dei cittadini

giovedý 16 gennaio 2020



GENOVA - Valle Stura in piazza a Genova. Circa un centinaio tra residenti e commercianti della vallate hanno voluto manifestare il disagio che da tempo vivono a causa del caos autostrade che coinvolge la Liguria e particolarmente la loro zona. Un presidio partecipato, animato e rumoroso.

A organizzare la manifestazione in concomitanza del tavolo sulla viabilità a palazzo Spinola con il prefetto Carmen Perrotta, i gruppi viabilità e del comitato difesa trasporti Valli Stura ed Orba. Masone, Savignone, Rossiglione, Campo Ligure ma anche Mele e Tiglieto, tanti hanno deciso di chiudere i propri negozi per partecipare al presidio. 'Vergogna' e 'Valle Stura tassata e abbandonata' alcuni dei cartelli dei manifestanti che con campanacci e a gran voce hanno chiesto una maggiore attenzione per la loro condizione. 

Gratuità del pedaggio autostradale per la tratta Ovada–Genova Prà, maggiori informazioni sulla tipologia dei lavori che sono stati eseguiti su gallerie, ponti e viadotti stradali e autostradali e ancora cantieri solo con operai al lavoro e gratuità dei mezzi di trasporto pubblico su ferro e gomma alcune delle richieste dei piccoli comuni. In piazza davanti alla prefettura anche i sindaci dei Comuni.

Un pressing che arriva soprattutto dai cittadini, la maggior parte pendolari, e dai commercianti della Valle."La mobilità è un diritto in questo momento noi ne stiamo usufruendo in maniera frammentaria e con molte criticità che vogliamo che vengano risolte al piu' presto. Vogliamo uscire di casa con la sicurezza di sapere quando si parte e quando si arriva, perche' ci troviamo ogni giorno ad affrontare problemi sulla viabilità che non sono previsti, non sono comunicati tempestivamente", dice Giacomo Oliveri, del gruppo viabilità Valle Stura.

Nel mirino anche il trasporto ferroviario. "Vogliamo che i treni siano in orario, perché è un terno a lotto e siamo costretti a prendere permessi su permessi" dice una delle manifestanti che, tra le mani, stringe l'emblematico cartello con la scritta "Ci siamo rotti i vagoni". Sullo sfondo del presidio composto da circa un centinaio di persone, la cui protesta è accompagnata dal suono di campanacci da bestiame, un cartello che ben descrive lo sconforto di una importante porzione della Città metropolitana di Genova: "Vergogna".

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