Il ballett Kiel in 'Following a bird'E' stata una vera sorpresa. Ovviamente non per gli addetti ai lavori che già conoscevano il talento della compagnia ma per lo spettatore comune che ieri sera al Carlo Felice ha scoperto tutta l'attitudine, la bravura, la tecnica e l'affiatamento dei giovani del Ballett Kiel diretti da Yaroslav Ivanenko, formatosi all'Hamburg Ballett di John Neumeier. Due coreografie: la prima, Following a bird, dello stesso Ivanenko ispirata a un brano musicale per pianoforte di Enzo Bosso e dedicata al compositore prematuramente scomparso nel 2020. Lo stesso coreografo ha raccontato di essere rimasto affascinato dalla musica di Bosso: “Ho visto un suo video – confessa – in cui mi ha commosso per il modo in cui parlava della sua condizione di salute: immaginando un uccello che volava via, lui che cercava di seguirlo e la sua mente che non era più nel suo corpo”. Ed è partendo da qui che ha creato una coreografia affascinante basata su movimenti che si trasmettono da un danzatore all'altro con una sorta di effetto domino a tratti commovente.
Alla fine lunghi e meritati applausi
Se Following a bird era privo di una vera e propria scenografia, solo un pianoforte a tratti sullo sfondo e alcuni teli che venivano calati dall'alto per poi rapidamente scomparire dal palcoscenico, c'è un muro al centro di Walking Mad costruito da Johan Inger sul Bolero di Ravel con la conclusione affidata ad un brano di Arvo Part: un balletto che riflette sulle difficoltà nei rapporti fra uomini e donne, coppie che il pubblico segue nel loro continuo e angosciante prendersi e lasciarsi. Alla fine lunghi e meritatissimi applausi.
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