Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi è intervenuto sul processo per il crollo di Ponte Morandi il giorno dopo le richieste di pena da parte dell'accusa affermando innanzi tutto di non voler dare giudizi perché prima si deve prendere atto delle sentenze: "Sicuramente ci sono state tante mancanze su quella rete - ha affermato -, mancati investimenti per anni, e ne è l'esempio che quando abbiamo fatto il monitoraggio di tutto il sistema nazionale delle infrastrutture ci siamo accorti che tantissimi manufatti non erano stati fatti a regola d'arte, non erano stati mantenuti adeguatamente e quindi siamo dovuti intervenire. Da viceministro dico che prima ci sarà la sentenza di primo grado prima il governo potrà prendere alcune decisioni.
Occorre sapere la verità prima possibile
Abbiamo bisogno di conoscere la verità, di conoscerla il prima possibile, di capire se le manutenzioni sono state fatte o, come dice l'accusa, sono state ridotte in alcuni casi del 97%. Spero che la magistratura sia rapida nei giudizi perché un paese non può aspettare 15 anni, 10 anni, 12 anni a prendere decisioni. E' stato un evento tragico, ha cambiato la mia vita perché quel giorno sotto quel ponte ci sono stato la prima volta quando ero viceministro e ho visto la tragedia proprio 45 minuti dopo che è successa. Si riteneva che una cosa del genere non potesse accadere, tanto più in un paese come l'Italia, nell'Europa occidentale".
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