E' la storia di Roberto Tincani, titolare del Bricco Bar, all'angolo fra via Fiasella e via Macaggi, nel centro di Genova, che ha un dehor e all'ora delle colazioni ha ancora la coda di clienti in attesa per un caffè in bicchiere di plastica, "in questi mesi ho perso l'unica dipendente che per fortuna ha trovato posto da maestra, mentre i dipendenti dell'unica ditta convenzionata come il mio bar come mensa lavorano quasi tutti da casa, così è difficile andare avanti visto che facevamo dieci chili di caffè e adesso ne facciamo tre".
"Il problema - riprende Tincani - è che non arrivano i ristori, ai tempi di Conte ho preso ottomila euro, Draghi? per ora solo parole ma io non ho visto niente. Stesso discorso per la Regione, a febbraio ho fatto la richiesta per i fondi promessi ma ancora non ho ricevuto nulla. Io, per capire, prima facevo cinquanta brioches al giorno, adesso ne vendo venti. Per fortuna non pago l'affitto perchè sono il proprietario dei muri. Le proteste di chi apre contro le normative? Se lo facciamo tutti ha un senso, ma i clienti non vengono volentieri sapendo di prendere delle multe. Ma visto che sui bus tutti stanno stretti allora perchè non fare entrare anche i nostri clienti almeno per il caffè e le colazioni?".
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