C’è qualcosa di peggio degli stadi a porte chiuse? Certo, gli stadi aperti solo ai Vip, come qualcuno propone. Ma la cosa forse più brutta non riguarda le porte chiuse, ma le porte in faccia agli abbonati. Lasciati fuori dagli stadi da tre mesi e almeno fino a fine stagione, i 350mila tifosi italiani, 35mila solo a Genova, che avevano comprato un abbonamento rischiano di vedere sacrificati i loro diritti. Genoa e Sampdoria sono tra le dieci società di A che non prevedono alcun rimborso in qualsiasi caso, le altre dieci lo condizionano a un percorso lungo e snervante.Che fare? Uno sconto del 30% sugli abbonamenti del prossimo anno, che però potrebbe cominciare anch’esso a porte chiuse? Il ministro Spadafora ha parlato di voucher, ma di quale entità e per fare cosa non lo ha spiegato. Davvero le società non sono in grado di restituire ai tifosi, anche sotto forma di agevolazioni future, una somma che per le due genovesi non dovrebbe superare di molto il milione di euro ciascuna? Le modalità della ripartenza stanno dimostrando la più amara delle verità: il calcio, per quel che è diventato, può fare benissimo a meno dei tifosi sugli spalti. Ma se le tv staccano la spina, il pallone si sgonfia. E’ solo per questo che si prova a finire questo campionato: per i soldi. I tifosi? Stiano a casa. Possibilmente davanti alla tv e in silenzio, purché paghino. Poi un giorno guarderanno altro, anche alla tv: è questo che vogliamo?
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