cronaca

Il deputato ha testimoniato nel processo per le spese pazze in Regione
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"Dubito seriamente che il Colle faccia queste cose qua. Lo avrà detto qualcun altro. Sicuramente il mio nome non è stato fatto da Mattarella". Lo ha detto il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti a Genova per testimoniare nel processo delle cosiddette spese pazze in Liguria.


Il deputato della Lega ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto perché la Lega non ha proposto lui come ministro dell'Economia "come ha chiesto Mattarella". Secondo Giorgetti il suo nome girava in altri ambienti: "Mica ci sono solo io, c'è anche Garavaglia" come alternativa per il ministero dell'Economia ha detto ancora Giorgetti quando gli è stato chiesto se sarebbe potuto essere lui l'alternativa a Savona. E alla domanda se la Lega è intenzionata ad andare avanti con la ipotesi di procedura di impeachment del presidente della Repubblica Giorgetti ha risposto: "Sono cose delicate, ne parlo stasera a Roma con Salvini. Abbiamo convocato i gruppi domani mattina alle 10, poi facciamo un consiglio federale, alle due. Lì decideremo cosa fare".

Giorgetti ha testimoniato in aula nel processo per le spese pazze in Regione che vede imputati, tra gli altri, Edoardo Rixi, deputato della Lega, l'ex presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone (Lega) e altre 21 persone, che erano consiglieri nella legislatura 2010-2015. Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Francesco Pinto, i consiglieri di vari partiti avrebbero speso soldi pubblici in cene, viaggi, gite al luna park, birre, gratta e vinci, ostriche, fiori e biscottini invece che per finalità legate al loro ruolo politico. In alcuni casi, per gli inquirenti, venivano consegnate ricevute che erano state dimenticate da ignari avventori. In altri venivano modificati gli importi a mano. “Ci furono parecchi incontri e riunioni con Edoardo Rixi - ha detto Giorgetti -. A Roma, ma anche a Milano, Brescia e Parma. Si è discusso di sanità, Fincantieri, porto di Genova. Rixi ci contestava che da Roma fossero stati tagliati i trasferimenti e questo metteva in difficoltà le regioni - ha proseguito il deputato -. A quegli incontri io partecipavo nella doppia veste di presidente della commissione Bilancio e responsabile economico della Lega".


L'udienza proseguirà il prossimo 18 giugno: tra i testimoni potrebbe essere sentito anche il senatore Gian Marco Centinaio.