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Il consiglio valuterebbe di procedere contro chi scredita l'istituto
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E' una guerra di numeri che potrebbe anche portare all'affossamento di un'eccellenza, quella dell'Istituto Italiano di Tecnologia, fiore all'occhiello della ricerca in Italia.

Tre giorni fa la Senatrice a vita Elena Cattaneo, divulgatrice scientifica entrata a palazzo Madama nel 2013 su nomina di Napolitano, ha rilanciato la sua battaglia contro l'Istituto Italiano di Tecnologia, attraverso un intervento su Il Secolo XIX, attaccando l'IIT e sostenendo - fra l'altro - che lo Stato abbia investito più di 1,7 miliardi su questo ente.

Numeri seccamente smentiti due giorni fa a Primocanale dal direttore scintifico Roberto Cingolani e ribaditi con una nota sul "Secolo" nell'edizione odierna dove l'IIT presenta i numeri ufficiali: dal 2004 al 2016 ha ricevuto 1.282,4 milioni di euro, compresa la devoluzione del patrimonio finanziario della ex fondazione Iri.

Cifre dunque completamente diverse da quelle indicate dalla Senatrice Cattaneo che di fatto gettano pesanti ombre sull' l'Istituto Italiano di Tecnologia agli occhi dell'opinione pubblica.

Numeri che - salvo improbabili smentite - dovrebbero indurre la Cattaneo a scusarsi o a citare le fonti da cui avrebbe acquisito questi dati cosi diversi da quello diffusi dall'Istituto. E poi a spiegare se i numeri (con un margine di errore superiore ai 400 milioni di euro!) siano frutto di qualche fake news o se magari la Senatrice non stia cercando di accreditare altri settori scientifici che ritiene superiori, magari secondo la sua personale analisi. In questo caso sarebbe bene spiegare quali.

La politica e il Pd di Governo fino a questo momento sono riusciti solo a congelare gli emendamenti, ma forse solo perche' siamo alle porte delle elezioni a Genova e sarebbe stato un autogol che avrebbe pagato il candidato Crivello che gia' deve combattere con la grana Ilva.

Ma le offensive contro l'IIT, come denunciato pubblicamente dal Senatore Rossi pochi giorni fa, riaccendendo il dibattito in citta', sono solo rimandate alla prossima finanziatria di fine anno e ad elezioni concluse.

Parallelamente all'interno dell consiglio delll'IIt c'e' chi, stanco del discredito che viene ormai da tempo buttato sull'Istituto, ha proposto di valutare di agire anche legalmente contro chiunque diffonda notizie false o dati sbagliati e ricordando che si tratta di denaro pubblico sottoposto al controllo della Corte dei Conti.