cronaca

Dal 2014 ad oggi sono 1200 le ore di lavoro, volontario e non retribuito
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Migranti coinvolti in lavori socialmente utili per migliorare l'integrazione: a Sarzana è realtà già dal 2014. Lo ricorda il sindaco Alessio Cavarra, dopo che il capo del dipartimento per l'immigrazione Mario Morcone ha lanciato l'idea di realizzare con i richiedenti asilo progetti di volontariato nei comuni italiani.

La cittadina della Val di Magra è stata la prima in Italia due anni fa a dare vita a questa idea. Fu proprio Cavarra, esponente del Pd eletto sindaco della cittadina ligure nel maggio 2013, a lanciare l'iniziativa perchè, spiega, "Sarzana, per il suo essere città solidale, non può voltarsi dall'altra parte" di fronte a un dramma di dimensioni mondiali.

Da allora oltre quaranta giovani africani, grazie ad un protocollo d'intesa con la Caritas diocesana, si sono occupati della manutenzione delle aree verdi della città. La decisione scatenò polemiche e nel maggio del 2015 il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, durante una visita a Sarzana, si schierò contro la decisione dell'amministrazione comunale di di ospitare in una ex discoteca il centro di accoglienza per i migranti, invitando la cittadinanza a fare opposizione pacifica.

Dal 2014 ad oggi sono 1200 le ore di lavoro, volontario e non retribuito, a servizio della comunità
. Un'opera a costo zero per il Comune. I richiedenti asilo hanno seguito anche un corso per l'utilizzo dei macchinari agricoli, grazie al quale hanno ottenuto un attestato e competenze professionali.

"Ai migranti viene riconosciuto il diritto di sentirsi parte integrante della città. Il nostro protocollo di accoglienza è stato replicato da molte altre amministrazioni. Sarzana non poteva non fare la propria parte. Abbiamo fornito risposte adeguate e non demagogiche", ha sottolineato il sindaco di Sarzana.