cultura

Oggi la festa con la processione e la benedizione del mare
1 minuto e 32 secondi di lettura
San Giorgio, San Lorenzo, San Bernardo e San Giovanni Battista: sono ben quattro i patroni di Genova, secondo alcuni addirittura cinque o sei, ma di tutti solo l'ultimo citato ha conservato l'onore dei festeggiamenti. I falò in piazza e sulle spiagge, gli eventi dedicati ai giovani nella notte della vigilia, la messa solenne in cattedrale e la processione verso il Porto con le reliquie del santo scandiscono una tradizione che resiste allo scorrere dei secoli.

Secondo i vangeli, San Giovanni Battista è colui che ha annunciato la nascita di Cristo e che lo ha battezzato nel fiume Giordano. Tutti sanno che è stato decapitato, e la sua testa fu consegnata a Salomè su un piatto che, secondo tradizione, è quello conservato al Museo del Tesoro di San Lorenzo, un dono del papa genovese Innocenzo VIII.

In processione, poi, si porta l'arca con le ceneri di San Giovanni. E qui la storia si fa più oscura. Bisogna andare indietro fino ai tempi delle crociate, nel 1099. I genovesi di ritorno dalla prima spedizione ad Antiochia, guidati da Guglielmo Embriaco, si dirigono a Myra per cercare i resti di San Nicola. Qui scavano sotto un altare e trovano quelle che furono ritenute le ceneri di San Giovanni Battista. Arrivano in città il 6 maggio del 1099 con cerimonie solenni. Fu istituita una confraternita apposita col compito di portare le reliquie al Molo in caso di mare tempestoso, in modo da invocare protezione ai naviganti.

Non solo Genova ha come patrono San Giovanni Battista. In Liguria molti altri comuni condividono la festa, in Italia si citano Torino, Monza e molte altre città e paesi. Ma il legame col capoluogo ligure è sempre stato particolare, come ci ricorda l'uso frequentissimo del nome, pensiamo allo stereotipo Gio Batta Parodi, che nel genovese delle classi popolari è diventato Balilla, o Baciccia.