cronaca

I familiari erano vittime di 14 anni di violenze e umiliazioni
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Le afferra la mano sinistra e la spezza. Ma è soltanto la punta dell'iceberg di una catena di violenze che si protrae da ben 14 anni. Violenze alle quali una donna residente a Loano ha trovato il coraggio di dire "basta”. Stop ad una vita di intollerabili barbarie e di privazioni di quella dignità che dovrebbe essere garantita ad ogni essere vivente.

In manette un operaio marocchino 54enne, denunciato dalla moglie, sua connazionale, al culmine dell'ennesimo episodio di maltrattamenti. Come al solito davanti ai loro tre figli, di 19, 17 e 15 anni, completamente sottomessi al padre-padrone. Dal 2002 l’uomo imponeva la sua autorità con atteggiamenti dispotici e violenti, con minacce, vessazioni fisiche e psicologiche di ogni tipo e umiliazioni, fino ad arrivare a impossessarsi del denaro guadagnato dai suoi familiari. La vittima ‘preferita’ dell’uomo era sua moglie che, dopo l’ultimo episodio di violenza, si è ribellata e ha chiesto aiuto. E’ stata poi trasportata dai soccorsi all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure dove le hanno dato 30 giorni di prognosi.

I carabinieri sono immediatamente accorsi nell’appartamento della famiglia, hanno bloccato l’uomo e lo hanno portato nel carcere di Sanremo. La donna e i figli hanno poi raccontato tutto il disprezzo dell’uomo nei loro confronti, che sfogava con l’utilizzo di spranghe, tubi, suppellettili e vari oggetti contundenti per picchiarli e umiliarli. Talvolta l’uomo usava anche la cinghia per imporre la sua autorità.

Per il momento le ipotesi di reato mosse dalla Procura e dalla Polizia Giudiziaria sono di maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni personali aggravate.