cronaca

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"Serve un patto per il lavoro".

Così Papa Francesco oggi in Molise per la sua visita pastorale. L'elicottero con a bordo il Pontefice è atterrato sul piazzale dell'Università del Molise, a Campobasso. ll Pontefice, arrivato con circa dieci minuti di anticipo sul programma, è stato accolto tra gli altri dall'arcivescovo di Campobasso-Bojano, Giancarlo Maria Bregantini, dal presidente della regione Paolo Di Laura Frattura e dal sindaco della città, Antonio Battista. La folla assiepata nell'aula circostante ha calorosamente applaudito l'arrivo di Francesco.


Il Santo Padre, umile tra gli umili, pranzerà con i poveri assistiti dalla Caritas nella mensa 'Casa degli angeli', allestita per l' occasione nell'asilo di via Monte San Gabriele, in un quartiere popolare della città. Qui, con il passare delle ore, sale l' attesa. La zona si presenta con balconi addobbati con le bandiere del Vaticano, striscioni di benvenuto e fedeli pronti ad abbracciare Bergoglio che arriverà intorno alle 13,00. Subito dopo il pranzo, alle 14.30 la partenza in elicottero per Castelpetroso (Isernia) dove incontrerà i giovani dell' Abruzzo e Molise.

"Il lavoro è l'emergenza del tempo presente, che qui da noi sta generando nuove povertà, come possono testimoniare tanti lavoratori presenti". Questo il tema principale toccato dal rettore dell'Università degli Studi del Molise, Gianmaria Palmieri, nel suo discorso di saluto a papa Francesco nell'aula magna dell'Ateneo all'inizio dell'incontro a Campobasso con il mondo del lavoro e dell'industria. "Le crisi - ha detto il rettore - si abbattono infatti con maggiore virulenza proprio sulle periferie. Moltissime imprese hanno chiuso i battenti. Anche questa Università, istituzione sana e vitale, attraversa una stagione difficile. I nostri giovani non hanno, a parità di merito, le stesse chances dei propri colleghi di altri atenei. Le risorse vengono infatti distribuite con criteri penalizzanti per chi opera in contesti territoriali meno floridi". Palmieri ha sottolineato che "il Molise non è distante in linea d'aria da grandi aree metropolitane. Eppure, non solo per la conformazione appenninica del territorio, qui si avverte un senso di lontananza dai luoghi del potere, un senso di irrilevanza, di abbandono; una difficoltà a farsi prendere in considerazione". E "non è casuale che questa magnifica regione sia stata una terra di emigrazione e che ancora oggi molti giovani, anche laureati, siano costretti ad abbandonarla alla ricerca di lavoro, con un progressivo svuotamento dei tanti piccoli e antichi comuni che la compongono".

Operaia Fiat, timori per frequente ricorso cig - "Vivo con timore il sempre più frequente ricorso agli ammortizzatori sociali (la cassa integrazione) che può mettere in seria difficoltà le famiglie, compromettere il futuro dei nostri figli e privare le giovani generazioni proprio di quella fiducia che ho avuto io nel guardare con speranza al futuro". E' uno dei passi dell'indirizzo di saluto rivolto a papa Francesco, durante l'incontro con il mondo del lavoro e dell'industria all'Università del Molise, da un'operaia della Fiat di Termoli, Elisa Piermarino, 40 anni, madre di un bimbo di 15 mesi e con un altro in arrivo. "Mi auguro - ha detto la donna - che l'azienda investa in nuovi prodotti concorrenziali in un mercato sempre più globale e che non smetta mai di tutelare la sua risorsa principale cioè i suoi dipendenti e in particolare le mamme come me, ponendole sempre nelle migliori condizioni lavorative, magari mettendo a disposizione delle strutture interne dove poter lasciare i nostri figli durante l'attività lavorativa". Elisa Piermarino ha sottolineato che "la conciliazione lavoro/famiglia non è sempre facile. In primo luogo per le tante mamme, che devono sostenere il lavoro anche di domenica, nei centri commerciali, aperti senza motivo, a danno della serenità familiare". "Per parte mia - ha aggiunto -, mi ritengo fortunata potendo contare sul supporto fornito in primis da mio marito, un libero professionista che in base ai miei turni lavorativi (mattina o pomeriggio) fa sì che almeno uno dei genitori stia insieme a nostro figlio, ed in alternativa quando si presenta l'evenienza possiamo sempre contare sull'aiuto fondamentale della nonna". Pur tra i timori per l'impatto che la futura nascita avrà sulla vita familiare, l'operaia, a nome anche di molte altre situazioni analoghe, ha auspicato di poter "conciliare nel migliore dei modi il ruolo di mamma con quello altrettanto importante di lavoratrice".