politica

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A metà degli anni '90 il Pds rimproverava al sindaco Sansa una carenza di rappresentanza in Comune (elegante perifrasi per dire che voleva più potere)  e chiedeva un rimpasto per mettere come vice e super assessore il segretario regionale Claudio Montaldo. Quando, poi, Beppe Pericu diventerà sindaco di Genova per dieci lunghi anni, sarà ancora Claudio Montaldo il suo vice e quando Burlando diventerà presidente della Regione metterà proprio Montaldo nel stanza più difficile da governare, quella della Sanità e quando scoppieranno i guai dell'Idv toccherà ancora a Montaldo il ruolo di vice, questa volta del Claudio numero 1.


Il polceverasco dal baffo moschettiero oggi sembra deciso a mettere all'incasso la sua pluridecennale disponibilità, e lo potrebbe fare irrompendo prepotentemente in una campagna per la successione di Claudio I che è stata aperta da Raffaella Paita.


La scelta di Claudio II non è semplice, ma oggi qualsiasi previsione diventa pericolosa
. Se le analisi si dovessero fare con i parametri ormai ammuffiti della vecchia politica si dovrebbe partire dai numeri: quanto potrebbe raccogliere ancora un personaggio storico come Montaldo? Dove? In tutta la Liguria, forte della sua longevità nel tenere il timone più o meno dritto tra le tempeste sanitarie, o solo in alcune aree o solo, addirittura, nella sua vallata? Diventerebbe il candidato di Genova contro i provinciali? L'uomo dell'old style contro....  ma contro quale novità?


Domande delicate. Quello che, però, è evidente è la frattura tra i due Claudii, Primo e Secondo,  che segna per davvero l'epilogo di una lunga e proficua carriera simbiotica e che cambia qualche cosa dentro i gangli del Pd (ex Pci). Cambia e può provocare imprevedibili concatenazioni, cascate, sfaldamenti laddove si andava avanti con un solo principio: c'era il capo indiscusso e indiscutibile e c'erano i gregari fedeli fino alla fine.
Invece é capitata qualcosa che ha sparigliato questo indissolubile matrimonio.