politica

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Non è questione di omertà o volontà di nascondere l’episodio delle foibe , si tratta soltanto di stabilire cifre più certe (come illustrato di seguito) e anche , compito della storia, contestualizzare l’evento nel panorama del conflitto italo-jugoslavo dove gli aggressori , ricordo , sono stati proprio gli italiani !


Se è vera l’intenzione di quanti hanno parlato ieri , segnatamente Dulbecco e Fossati , di “stimolare i giovani a ragionare sul passato, su quelle che sono state le grandi disgrazie del passato, anche del popolo italiano, perché questi errori non abbiano più a ripetersi e perché ….. queste occasioni devono unire gli italiani di qualsiasi area politica siano….”  occorrerebbe ricordare e commemorare , non solo alcune ma tutte le vittime e tutti gli esuli da una parte e dall’altra. Solo così , ricordando “ quello che è successo” possiamo sperare in una vera riappacificazione e in nuove generazioni convinte di mettere da parte l’odio e la prevaricazione e di anteporre la pace e la fratellanza tra i popoli. Nessuno nega l’intimo compianto dei propri morti , che siano familiari o “compagni” d’armi , ma ben altra cosa è utilizzare una mesta ricorrenza per farne una manifestazione con tanto di corteo per le strade cittadine sventolando bandiere tricolori e croci celtiche , inneggiando all’orgoglio nazionalistico. Ma vediamo un po’ la storia cosa dice : dopo l’8 settembre i nazifascisti ben presto ripresero il controllo sull’intera Istria e ciò costo la vita di 13 mila istriani , nonché la distruzione di interi villaggi. Ma la persecuzione degli sloveni inizia con la fine della prima guerra mondiale quando questi territori passano sotto il controllo italiano . Così scriveva Mussolini  nel 1920  “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani “.
 
Nei quindici lager fascisti costruiti nella ex Jugoslavia , morirono 11.606 sloveni e croati. In suolo Italiano i campi in cui furono concentrati deportati jugoslavi erano almeno 195, per un totale di 98.000 internati. Nel 1941-42 sono da attribuirsi alla responsabilità diretta delle truppe di occupazione italiana almeno 250 mila morti, comprendendo tutti i territori direttamente amministrati e quelli dello Stato Croato dove l'opera delle truppe italiane fu di supporto e affiancamento alle milizie ustascia filofasciste. Le vittime furono solo in piccola parte conseguenza di operazioni militari vere e proprie. I villaggi jugoslavi distrutti dagli italiani furono non meno di 250. La risposta tedesca alla resistenza Jugoslava fu costituita da feroci rappresaglie sulla popolazione civile e la mano libera data alle forze della Croazia collaborazionista. Anche le truppe occupanti italiane commisero parecchie atrocità. Ciò portò a notevoli perdite umane tra la popolazione civile di gran parte delle regioni jugoslave. Una stima approssimativa indica 1.700.000 morti, pari a circa il 10% della popolazione jugoslava del tempo. Le perdite più alte furono tra i serbi di Croazia e Bosnia e tra ebrei e zingari. Vediamo ora cosa dice la storia sulle Foibe. I cosiddetti “infoibati” , secondo fonti fasciste ( il federale Bilucaglia) tra il ‘43 e l’aprile del ‘45 furono circa 500 e altrettanti dopo il maggio ‘45 comprendendo : prigionieri di guerra ( militari e guardie di finanza ), collaborazionisti arrestati dai partigiani successivamente processati e condannati a morte per crimini di guerra e infine vittime di vendette personali. Inoltre un certo numero di infoibati corrispondono a morti a causa dei bombardamenti nazisti .




Addirittura nella grotta di S.Lorenzo fu ritrovata la salma di un giovane partigiano ucciso nel 1946 dai fascisti! Rifiutiamo dunque le onoranze richieste per i “caduti delle foibe” (commemorazioni, monumenti e lapidi , intitolazione di vie , ecc ) , visti i ruoli impersonati dalla maggior parte degli “infoibati”. Si può provare pietà nei confronti dei morti , ma da qui ad onorare chi tradiva, spiava, torturava , uccideva , ce ne corre! Quando l’umanità si lascia trascinare dalla febbre del nazionalismo , dalla voglia di supremazia e prevaricazione di un popolo su un altro , dalla guerra imperialista , quando si lascia andare alla violenza , allora la violenza genera altra violenza fino a coinvolgere tutti indiscriminatamente , chi ha iniziato la violenza e chi , per difendersi , l’ha dovuta utilizzare. Un’unica lezione bisogna trarre da questi fatti : mai più nazionalismi, mai più violenze , mai più guerre ; ed impari finalmente l’uomo , come diceva Brecht, ad essere un “aiuto all’uomo”.
PRC circolo imperiese