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Non è riuscito a centrare la top 10, ma resta comunque una prestazione di altissimo livello quella di Lorenzo Trincheri alla decima edizione della Marathon du Mont Blanc. Il camoscio di Dolcedo ha portato a termine l'impegnativa e prestigiosa gara (42 km con oltre 2.500 metri di dislivello positivo) al 13° posto assoluto, in 4h11'49, primo degli italiani (per la verità non molto numerosi). L'alfiere del Team Salomon Carnifast, tra i primissimi sino al 20° km, ha ceduto qualche posizione nella seconda parte del percorso.
 
"Ho sofferto molto i tratti in discesa - ha commentato Trincheri, tesserato per il Gs Roata Chiusani -. Alcuni passaggi erano davvero ripidi e pericolosi. Ho preferito non rischiare, a costo di farmi superare da qualche avversario. Ho comunque avuto il piacere di confrontarmi con atleti di altissimo livello, diversi dei quali praticano il podismo per professione. Tenendo conto che sole due settimane prima ho corso la maratona del'Etna, posso ritenermi soddisfatto. Un percorso non facile, in uno scenario comunque bellissimo, spero di tornarci".


Ad aggiudicarsi la prova, cui hanno preso parte i migliori specialisti del panorama internazionale (in totale quasi duemila i partenti), arrivati anche da altri continenti, è stato il fenomenale spagnolo Kilian Jornet in 3h38'24". L'iberico solo due giorni prima si era imposto anche nella prova del km verticale. Sul podio sono saliti anche Tofol Castagner-Bernat, anch'egli spagnolo, staccato di 7'31", ed il francese Greg Vollet a 14'18".



Tra le donne ottimo 2° posto della veneta Silvia Serafini, con soli 5'36" di distacco dalla svizzera Maude Mathys (4h28'17").
Lorenzo è stato applaudito al suo arrivo sia dai responsabili del Team Salomon Carnifast che dall'appassionata famiglia, la moglie Marina ed i figli Alessio e Ludovico.
In questa spedizione nei pressi di Chamonix, l'agente immobiliare della Val Prino è stato supportato anche da Associazione Oltre, Calvi Auto concessionaria Chevrolet, Pastificio Fratelli Porro, Schenardi Sport Imperia e Ac Sanremo di Alessandro Condò.