Cronaca

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Alla Spezia il centro sinistra punta da subito sulla conferma di Massimo Federici, tutti i partiti fanno quadrato e si oppongono a chi (Sel) mette in discussione il sindaco uscente; la coalizione punta il confronto sui programmi per capire se è necessario fare o no le primarie; alla fine anche sinistra ecologia e libertà accoglie gli inviti del Pd: primarie evitate, Federici candidato. A Genova il sindaco uscente è stato messo in discussione (per usare un eufemismo), il pd si è spaccato, ha perso e si è sfaldato sotto i colpi di una città che chiede cambiamenti; alle primarie vince un candidato che ora non piace a una buona parte della coalizione: per il pd genovese è una disfatta. Alla Spezia il centro destra non ha un candidato forte da opporre a Federici, punta allora su un'operazione di impatto, di immagine: le primarie di coalizione; forse non riusciranno a mettere in discussione il risultato finale, ma i giovani del pdl spezzino, capeggiati dall'esperto Gino Morgillo con il benestare di Gigi Grillo, hanno fatto colpo, conquistando riconoscimenti e dando vita all'esperimento Spezia, apprezzato dai leader nazionali del movimento. A Genova il pdl non sa da che parte girarsi, escono nomi di possibili candidati che subito dopo smentiscono o dicono di non essere disponibili per la corsa alla poltrona di sindaco; il tempo passa e tutto fa pensare che la competizione elettorale nel capoluogo ligure sia una questione che interessa Doria e Musso, e nessun altro. Quella impartita dai politici spezzini ai colleghi genovesi è stata una doppia lezione, di intelligenza politica e di stile: poche gazzarre e scelte oculate dei dirigenti di partito nella provinciale Spezia, litigi estenuanti e decisioni contraddittorie nella superba Genova.